Cassonetti rosa per il giro d’Italia, Scaramella (Lista Fenaroli): “E chi paga?”

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Marco Fenaroli
Marco Fenaroli

Non si placano le polemiche sul giro d’Italia e questa volta sono i cassonetti a far discutere, che per l’occasione sono diventati rosa. “Non sono probabilmente il capitolo di spesa maggiore nel bilancio salato dell’arrivo del giro a Brescia, ma danno l’idea della scarsa attenzione della giunta Paroli alla spesa pubblica”. Così dichiara Isaac Scaramella, candidato lista “Marco Fenaroli – al lavoro con Brescia” che accusa Paroli e la giunta di usare i soldi pubblici con troppa leggerezza.

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

Nel corso degli ultimi giorni sono apparsi cassonetti rosa nella città. Quale sarà la misteriosa malattia che fa cambiare colore ai cassonetti? Sarà un’installazione artistica? Saranno le abbondanti piogge cariche di inquinanti che fanno cambiare colore ai cassonetti della nostra città in questi giorni? No. Sono i cassonetti rosa per dare il benvenuto al giro d’Italia. La polemica sui costi dell’arrivo del giro è ormai nota, ma la giunta Paroli sembra non mettere limiti alla fantasia quando si tratta di spendere.

Le ipotesi sono due:

1) l’amministrazione comunale ha pagato di tasca propria i cassonetti rosa. In questo caso lo spreco di denaro pubblico, in un momento in cui ci viene ribadito come un mantra che “non si possono fare piste ciclabili/servizi sociali/spese per la cultura per carenza di fondi”, è lampante;

2) qualche sponsor misericordioso ha deciso di finanziare i cassonetti. In tal caso mi domando, se lo sponsor voleva finanziare qualcosa di utile per il giro, non poteva contribuire alla necessaria riasfaltatura delle strade oppure alle spese per le misure di sicurezza?

In questo ragionamento evito di pensare alle relazioni tra la ditta OMB e la giunta. Brescia merita una amministrazione che faccia un uso più razionale e trasparente delle risorse pubbliche.

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  1. Mi stavo ponendo il medesimo interrogativo, in effetti. Cui se ne aggiunge un altro: altri soldi verranno spesi – da chiunque sia ad averne già usati – per riportarli all’originario colore, o la città, già in più punti segnata da discutibili esperimenti cromatici, dovrà convivere d’ora innanzi con il nuovo ed inguardabile colore dei cassonetti?

  2. Il livello delle argomentazioni di chi osteggia l’arrivo del Giro d’Italia è infimo. Non si può essere a priori contro ogni scelta dell’Amministrazione . La ricaduta della pubblicità di un evento del genere in termini di promozione del turismo a Brescia, sarà enorme. Non è un caso che ogni città si contenda eventi di questo genere. Le riprese della città in occasione dei sette giri del circuito cittadino saranno un’enorme spot. Del resto anche Corsini ottenne l’arrivo di una tappa a Brescia. Allora nessuno fiatò, anzi, i piagnoni di oggi giudicarono la cosa un evento memorabile. I "rivoluzionari& quot; dell’happy hour nostrani polemizzano sulla colorazione di una decina di cassonetti: evidentemente non sanno a cosa appigliarsi. Patetico!

  3. Peccato non sia stato fatto il CUBO BIANCO. Sarebbe stata un’ottima occasione per tingerlo di ROSA. Ma forse ho rubato un’idea ai nostri amministratori, avrebbero potuto farlo anche con il BIGIO!!!!!!!

  4. L’estetica sostituita alla sostanza. Questa giunta fa solo baggianate visibili per un elettorato superficiale. Magari buttando soldi dei cittadini. E non fa mai cose VERE: non fa le bonifiche, per esempio.

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