Dalla Regione pioggia di soldi a Brescia, Legambiente: regalo postumo di Babbo Natale

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Con un comunicato Legambiente ha commentato negativamente la decisione di venerdì scorso della giunta regionale di stanziare oltre 30 milioni di euro per opere di sistemazione e ampliamento di progetti riguardanti il Lago d’Idro, il Metrobus, l’ospedale civile e le strade della provincia bresciana.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO:

La "pioggia" di risorse pubbliche, oltre 30 milioni, lasciata in città dalla Giunta regionale lombarda la settimana prima delle elezioni, sembra un regalo postumo di Babbo Natale. Vi sono molte utili iniziative e obiettivi per i quali si richiedono a gran voce risorse pubbliche. Ma va ricordato che questo modo di spendere ha portato in crisi la finanza pubblica italiana. Gli economisti chiamano il fenomeno “cattura”, vale a dire quando esigenze sociali legittime, come il monitoraggio ambientale, il metrobus, attrezzature ospedaliere, il commercio, il lago d’Idro, vengono assunte non solo da sponsor politici che mirano ai voti, ma anche da gruppi sociali, tipo burocrazie pubbliche e aziende pubbliche e private, che fanno del sussidio una sorta di ragion d’essere, e garantiscono i voti ai politici. A loro volta, i politici attuano un’operazione nota agli economisti come “log rolling” (far rotolare il tronco), assicurano il supporto a un tipo di spesa, spesso inefficiente, in cambio della garanzia che poi saranno a loro volta supportati. Nel meccanismo attuale, nessuno può verificare alcunché, i soldi piovono dall’alto, compresi gli sprechi che non si contano e non si controllano. Ma a quali strategie e obiettivi corrispondono questi trenta milioni da spendere cosi in fretta a Brescia? Per il Metrobus la priorità è abbassare i costi di esercizio strabilianti o trovare le risorse pubbliche per coprire i buchi attuali e quelli che si creeranno? E’ prioritario integrare la rete dei trasporti e aumentare l’utenza o metterci già una pezza da 10 milioni? Per la Caffaro sono più urgenti le sicure conferme di un nuovo monitoraggio epidemiologico da 600 mila euro o finalmente attuare le ordinanze comunali di divieto di coltivazione e far partire la piantumazione di un bosco? Per il lago d’Idro siamo proprio sicuri che nuovi moli e pontili riducano la presenza di fosforo e le continue fioriture delle alghe? Si è consapevoli che non bastano i soldi senza un progetto che affida al commercio un ruolo di trasformazione moderna e di mantenimento del tessuto urbano?

La fretta di "allocare" risorse pubbliche prima delle elezioni rischia di fare i micini ciechi. Un dibattito su come spendere questi trenta milioni sarebbe stato necessario, per non inquinare politicamente la spesa e per assicurarsi di spendere bene, pensando alle priorità ambientali ed economiche di città e territorio.

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