Corruzione e turbative d’asta negli appalti del settore Mobilità di Brescia: 10 gli imputati

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Turbativa d’asta, corruzione e concussione: questi i reati di cui sono imputate 10 persone.  L’indagine «Semaforo rosso», dei carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Brescia, ha preso in esame gli appalti del settore Mobilità e trasporto pubblico Locale del Comune di Brescia. Le accuse, scrive il Bresciaoggi,  sono mosse in particolare nei confronti di G.G. funzionario e dirigente dell’assessorato alla Mobilità e Trasporto Pubblico Locale del comune, M.D.B  e D. M., colpevoli, secondo l’accusa, in concorso tra loro, di turbativa d’asta, con «collusioni e mezzi fraudolenti consistiti nell’aver individuato, ex ante, la Mizar Automazione spa e la Siemens spa, quali aggiudicatarie del bando di gara denominato "Bresciainfo", e relativo alla realizzazione di una piattaforma integrata del traffico (impianti e regolamentazione semaforica, acquisizione dati del traffico, realizzazione di un maxischermo) del valore di 2.383.700 circa, i cui costi erano originariamente ripartiti, fra il comune di Brescia, la regione Lombardia e Brescia Mobilità spa». Secondo la Procura sono stati violati i principi di libera concorrenza, parità di trattamento e non discriminazione nell’affidamento dell’appalto pubblico, al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte dell’Ente Comune di Brescia». Chiesto anche il processo per un dipendente di Brescia Mobilità, dipendente che, per gli inquirenti era perfettamente a conoscenza delle collusioni in atto. 

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