Operatori di Ctv accusano la polizia di voler impedire le riprese durante i cortei

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Manganellate agli operatori con lo scopo di impedire riprese video "scomode" durante i processi. E’ questa la pesantissima accusa nei confronti della Polizia da parte di un operatore di Ctv, la televisione di strada cittadina

Andrea Maffeis, questo il nome dell’operatore, sulle colonne di Bresciaoggi spiega la sua versione dei fatti in merito al corteo del 25 aprile: «Quel giorno ho ricevuto tre manganellate da un poliziotto proprio perchè stavo riprendendo il momento di tensione in corso, durante il quale la polizia ha alzato i manganelli. Dai filmati si vede che l’agente della seconda fila lascia perdere il fronteggiamento per dedicarsi a me e impedirmi di riprendere. Questo è il fatto grave, non tanto l’aggressione personale, le cui conseguenze, a 20 giorni di distanza, non sono ancora passate; la cosa più importante è il fatto che noi di Ctv siamo spesso vittime di intimidazioni e violenze perchè facciamo riprese scomode alla polizia, riprese che servono spesso per scagionare manifestanti durante i processi, come avvenuto di recente per Di Giovanbattista». Il caso riportato da Maffeis riguarda il processo nel quale anche grazie alle immagini di Ctv il giudice ha scagionato Di Giovanbattista per gli episodi durante la manifestazione a sostegno dei migranti del 30 ottobre 2010.

Francesco Catalano, un altro operatore di Ctv: «Sono tanti gli episodi intimidatori che abbiamo subito, sotto forma di minacce di denunce o di manganellate. Oltre a questo, la polizia cerca sempre di impedirci di stare con gli altri giornalisti al di qua dei cordoni di polizia quando ci sono fronteggiamenti; in gioco c’è la libertà di stampa, il lavoro di tutti i giornalisti: per questo abbiamo già avviato contatti con l’Ordine e abbiamo deciso di far sapere i fatti a tutti i media. oltre che alla magistratura. Ovviamente non ci lasciamo intimidire e continuiamo a fare il nostro lavoro, che, seppur dichiaratamente di parte, è un lavoro giornalistico di documentazione».
(a.c.)

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  1. Scagionare durante i processi ???? Ma vàààààààààà ….. è che i vostri filmati sono poi ritoccati sempre contro la Polizia e invece vanno sempre a favore dei militanti di Onda d’ Urto e Magazzino 47 !!! SEmpre la solita storia da 30 anni : COMUNQUE SIA … ANCHE DAVANTI ALL’ EVIDENZA … DARE SEMPRE LA COLPA ALLA POLIZIA … come predica da sempre il GOBBO e sinistrorsi !!!

  2. Io ho partecipato in gioventù a decine di manifestazioni, senza mai ricevere né una manganellata, né una minaccia di manganellata. Sarà perchè non ho mai insultato un poliziotto o un carabiniere? chissà com’è, ma sono sempre i soliti figli di papà rivoluzionari tra una vacanza e l’altra a lamentarsi delle Forze di Polizia! La cittadinanza non si fa imbambolare dai piagnoni violenti ed è totalmente solidale con la Forza Pubblica.

  3. Quindi iv bene impedire la manipolazione dei fatti attraverso la manipolazione delle riprese in fase di montaggio. Smettetela di fare i piagnoni, da un lato e gli aggressori, dall’altro. Non c’e alcun dubbio che la forza pubblica rappresenta il popolo e la legalita’, mentre voi siete figli di papa’ e, almeno piu’ di uno tra di voi, dei prepotenti narcisisti. Basta?

  4. SE QUALCHE APPARTENENTE ALLA FORZA PUBBLICA COMMETTE UN’ILLEGALITA’ VA CONDANNATO ANCHE SE CHI PROTESTA E’ UN PIAGNONE FIGLIO DI PAPà. SE IMPEDIAMO LE RIPRESE A QUALCUNO SOLO PERCHè TEMIAMO LE MANIPOLAZIONI IN FASE DI MONTAGGIO ADDIO STATO DI DIRITTO.

  5. QUINDI, SE HO CAPITO BENE, SICCOME IL GOBBO Dà CALCI E PUGNI AI POLIZIOTTI E SICCOME CARLO GIULIANI è STATO UCCISO E SUA MAMMA è DIVENTATA PARLAMENTARE, ALLORA è GIUSTO IMPEDIRE LE RIPRESE DURANTE I CORTEI?

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