Ramponi (Nuovo Ac): Mille Miglia 2013, un passo indietro preoccupante

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Con una lunghissima nota intitolata “1000 Miglia 2013: un preoccupante passo indietro per Brescia”, il Comitato Nuovo Ac per Brescia guidato dal giovane (e battagliero) Giulio Ramponi critica duramente l’ultima edizione della kermesse, parlando di una manifestazione decisamente sotto tono rispetto agli anni passati.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Dopo cinque anni di crescita, la corsa più bella del mondo fa un passo indietro. Il fascino delle auto é sempre quello, la bellezza del percorso pure, però con l’edizione di quest’anno sembra essere tornati di colpo ai tempi in cui la 1000 Miglia era una manifestazione chiusa in se stessa, appagata del suo passato. Da grande evento internazionale, promosso in Italia e in tutto il mondo, pare si sia scelta una dimensione più provinciale. I dati oggettivi sono preoccupanti.

• Partiamo dal più clamoroso. Mentre negli scorsi anni accanto allo storico marchio della Freccia Rossa comparivano ben 9 marchi automobilistici, quest’anno ce n’è soltanto uno, quello della Mercedes Benz. Tutti gli altri se ne sono andati e il Gruppo Fiat è addirittura entrato in contenzioso con gli organizzatori.

• Mentre negli anni passati la 1000 Miglia è stata presentata con road show in circa 15 paesi, quest’anno c’è stata solo la presentazione al salone di Ginevra. La nuova vocazione provinciale è stata palesata anche in occasione della premiazione, a cui i molti equipaggi stranieri hanno partecipato senza poter usufruire di una tradizione nella loro lingua.

• Anche gli sponsor si sono ridotti sensibilmente, in pratica con un solo sponsor monopolista oltre a UBI Banco di Brescia e qualche piccolo sostenitore locale. • Un altro aspetto che dà il senso di una volontà di ridimensionare la 1000 Miglia è la scelta di non pubblicizzare l’evento. Negli anni passati ci sono state pagine pubblicitarie su tutti i principali giornali, affissioni nelle città, campagne radio. Quest’anno niente di tutto questo. Con il risultato che ovunque, compreso l’appuntamento di Roma a Castel Sant’Angelo, si è vista una partecipazione di pubblico nettamente inferiore rispetto a quello degli anni passati. C’è chi ha accusato la pioggia, ma, siamo sinceri, da sempre la pioggia è parte della tradizione della 1000 Miglia.

• Insieme alla pubblicità si sono spente tante delle iniziative che avevano fatto crescere la 1000 Miglia non solo in Italia, ma anche nella sua città, a Brescia, basti pensare alla Notte bianca della 1000 Miglia, preannunciata al galà di dicembre e poi sfumata.

• Si è spenta anche l’eco sui media. A parte un servizio sul canale digitale di RAI, la televisione non ne ha parlato, nessun TG, nessuno speciale (come negli anni passati, ad es. su Sky), nulla. E lo stesso è accaduto sui principali giornali nazionali.

• La qualità dei prodotti è scesa a livelli imbarazzanti, dal catalogo (il confronto tra quello di quest’anno e quello degli anni passati è veramente impietoso) ai road book, addirittura in parte fotocopiati. • Evidentemente si è investito molto meno (ma davvero molto meno) che negli anni passati. Perché? Con quale logica?

• In compenso è aumentato il numero delle auto partecipanti. Ma non è un fatto positivo: un evento rievocativo deve necessariamente attenersi alla storia, non deve cedere alla tentazione di “aprire le porte”, magari per far quadrare i conti, ma piuttosto mantenere la propria esclusività. Si sono invece dimezzate le Ferrari che hanno partecipato al Tributo.

• In termini economici gli scorsi anni l’AC Brescia ha incassato senza alcun costo 1.200.000 a euro di canone dagli organizzatori (peraltro garantiti da fideiussione bancaria). Quest’anno qual è il bilancio economico? Può darsi che tutto questo sia una scelta della nuova organizzazione. Per quanto opinabile. Certo non può essere una scelta di Brescia e di chi ama la 1000 Miglia, pur sottolineando l’impegno del prefetto Piantedosi. La 1000 Miglia è qualcosa di più di una manifestazione motoristica, sin dalla sua prima edizione, nel 1927, la corsa è stata un evento che ha riassunto in sé tanti significati, oggi ben rappresentati nella cornice del Museo ad essa dedicato: cultura, costume, innovazione tecnica, sport, spettacolo. Anche oggi la rievocazione dovrebbe porsi molteplici obiettivi, proprio in quanto “rievocazione” di un evento dalla valenza, come sopra descritto, molteplice; la 1000 Miglia oggi è di proprietà dell’Automobile Club di Brescia, ente pubblico, che quindi deve perseguire, tramite la gestione della corsa, almeno due obiettivi fondamentali: ricavarne un introito utile a finanziare le proprie attività istituzionali ed offrire alla cittadinanza ricadute positive; tutto questo, ovviamente, deve contemperare il soddisfacimento dei partecipanti, che consentono, tramite le loro iscrizioni, il perseguimento di entrambi gli obiettivi principali.

Per quanto concerne il primo obiettivo, negli ultimi cinque anni la corsa era stata affidata a terzi tramite gara d’appalto, procedura che garantiva innanzitutto che la corsa sarebbe stata organizzata entro i parametri fissati dall’AC Brescia e con le caratteristiche sempre fissate dallo stesso tramite il capitolato ed in secondo luogo, che garantiva all’AC Brescia un importante introito annuale di circa 1.200.000 euro.

Il secondo obiettivo era raggiunto sempre grazie alla procedura di assegnazione tramite gara, proprio perché AC Brescia in questo modo si garantiva la possibilità di obbligare i concessionari a precise richieste, quali, ad esempio, la presentazione in numerose città del mondo, la copertura mediatica ampia nazionale ed internazionale, una campagna di comunicazione massiccia, l’organizzazione di eventi correlati in anticipo rispetto alla corsa e durante tutto l’anno.

Insomma, la 1000 Miglia necessita di un grande sforzo per poter esprimere il proprio enorme potenziale, che supera quello di molti altri eventi dal forte richiamo, non solo per l’esclusività della propria conformazione (non esistono altri eventi motoristici al mondo paragonabili alla 1000 Miglia), ma anche perché offre questo potenziale non solo a Brescia, ma anche ad una buona parte d’Italia, che dalla 1000 Miglia viene percorsa.

La 1000 Miglia 2013 è stato un evento che ha, probabilmente, soddisfatto solo alcuni partecipanti. Non ci è concesso di entrare nel merito di alcune scelte gestionali a nostro parere discutibili, ma è lecito, a manifestazione conclusa, avanzare una critica che si propone costruttiva. Oggi che la crisi economica morde ancora, che la nostra Città attraversa un difficile periodo carico di tensioni sociali, non possiamo permetterci di dissipare le occasioni che il nostro patrimonio storico e territoriale ci offre.

Domandiamoci tutti come la 1000 Miglia possa essere davvero ben gestita, andiamo oltre alla soddisfazione autoreferenziale di alcuni organizzatori e partecipanti, chiediamo a voce alta che l’AC Brescia offra a Brescia queste opportunità, nei fatti, non nelle parole! Questo, per l’AC Brescia, non è solo un potere, ma un dovere.

Per cinque anni abbiamo assistito a un salto di qualità verso una 1000 Miglia davvero internazionale, sempre più simbolo di Brescia e dell’Italia e ad alta visibilità. Fatto riconosciuto anche dalla Federazione Internazionale dell’Automobile, che ha assegnato nei giorni scorsi il suo premio internazionale proprio alla Mille Miglia, per l’edizione 2012, come corsa di auto più bella del mondo. Con il 2013 invece si è scelta una 1000 Miglia “ in contumacia”. È una scelta anche per il futuro? Il problema è che a costruire un patrimonio di conoscenza, affermazione, internazionalità, prestigio ci vuole competenza, fatica, tempo e molto impegno. A disperderlo, invece, basta poco. Ma siamo ancora in tempo per evitarlo.

per il Comitato Giulio Ramponi

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UN COMMENTO

  1. …era ora che qualcuno dicesse a voce alta quello che in molti hanno pensato e non confessato (magari per paura di piccole ritorsioni di quartiere…)!!! Se la MM è organizzata per il solo sollazzo dei partecipanti, a Brescia resta solo il disagio…

  2. Diciamo la verità è stata organizzata solo ed esclusivamente per poter far cassa spendendo il meno possibile!!!
    Povera Brescia, così non va!!! Organizzatori avete fatto la figura dei provincialotti!!! …E non si parli di crisi, perché in questo ambiente NON c’è crisi, assolutamente!!!
    Che si ritorni alle ultime organizzazioni, le sole in grado di riportare al vero splendore la manifestazione.

  3. Cari amici, finalmente una persona saggia che ha spezzato questa omertà tutta nostra…. Tutti lo sapevano ma nessuno
    si faceva avanti a dirlo! Questa MM e’ di serie C e noi vogliamo che ritorni ad essere di serie A!!!
    Bravo Giulio che hai avuto il coraggio di dirlo!

  4. proposta per BSNEWS: siete disposti (domanda retorica) ad ospitare un dibattito vero sulla 1000 Miglia? cominciamo da qui. Sarà anche tutto vero ma il vulnus è sempre e solo uno: la mancanza di trasparenza. Ogni evento, anche oratoriale, ha un budget e un consuntivo. qualcuno è in grado di far conoscere a TUTTI gli ultimi 5 budget e bilanci consuntivi della manifestazione? Numeri veri e trasparenti, please, ci soon parecchie persone ormai in gradi di leggerli… confrontiamo numeri e nomi (degli sponsor, per esempio) con i numeri dei partecipanti, con i numeri della visibilità mediatica ecc. Magari anche un comune mortale può capire chi ha ragione su discussioni/liti che sembrano sempre e solo essere di interesse privato. La 1000 Miglia è di tutti. E magari evitiamo i soliti commenti (anche di qualche genio del "giornalismo" bresciano) che è una cosa solo per pochi ricchi… E’ un patrimonio culturale di tutti, come Ti spiegheresti la folla di persone ai lati delle strade?

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