Causa per discriminazione contro Cogeme. La Cgil sostiene il ricorso di Mazzata

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Simone Mazzata, ex segretario della Fondazione Cogeme, ha depositato nei giorni scorsi al tribunale del lavoro «un’azione civile contro la discriminazione» nei confronti di Cogeme e della Fondazione stessa. Il ricorso è sostenuto dagli avvocati milanesi Mara Marzolla e Alberto Guariso, quest’ultimo noto a Brescia per aver sostenuto diverse cause «anti delibere discriminatorie» intentate dalla Cgil e dalla Fondazione Piccini. L’udienza in tribunale è stata fissata per il 25 luglio.

Mazzata è dipendente del gruppo Cogeme dal 1995 e segretario generale dalla Fondazione fin dal suo nascere, nel 2002. Nel corso degli anni ha lavorato per diverse società del gruppo fino al 2010 quando viene riassunto alle dipendenze di Cogeme, con il mandato specifico dell’allora presidente Gianluca Del Barba, di svolgere in modo esclusivo mansioni di segretario generale della Fondazione.

Lo scorso anno, dopo le elezioni amministrative in diversi Comuni della Franciacorta, alla testa di Cogeme ci sono stati diversi cambi. Alla testa del consiglio di amministrazione Gianluca del Barba, area Pd, ha ceduto il posto a Dario Remo Fogazzi, Lega Nord. Nel marzo di quest’anno viene nominato il nuovo Cda della Fondazione Cogeme, onlus nata una decina di anni fa «per scopi di solidarietà sociale a favore del territorio». Alla presidenza arriva il senatore della Lega Nord Raffaele Volpi.

A fine marzo a Mazzata viene comunicato che verrà sostituito. Non per questioni personali, si legge nel ricorso, ma «perché ci sarebbero alcune caselle da sistemare» e perché «ci sarebbero alcune situazioni da bilanciare». Due ore dopo la comunicazione a Mazzata, viene nominata nuovo segretario generale della Fondazione Alessandra Tabacco, nota esponente della Lega Nord dell’area milanese. Da allora Simone Mazzata passa le ore in ufficio senza poter fare nulla.

Nel ricorso presentato dagli avvocati si ricorda che sia la Fondazione che Cogeme «non svolgono certo funzioni politiche, ma al più amministrative» e che la funzione di segretario generale «è sicuramente sottratta alle regole del cosiddetto spoil system». Da qui la richiesta che cessi immediatamente il comportamento discriminatorio.

«Il ricorso del lavoratore è giusto e noi lo appoggiamo – afferma il segretario della Camera del Lavoro Damiano Galletti –. Per noi si tratta anche di un modo per denunciare un malcostume fin troppo diffuso in politica».

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UN COMMENTO

  1. Qui c’è qualcosa che non quadra, oppure al comunicato stampa mancano alcune informazioni: perchè un dipendente del gruppo Cogeme dovrebbe dimettersi (ha preso il TFR ? ) nel 2010 per farsi riassumere da Cogeme nel 2010?? Evidentemente con un altro contratto (forse, e quale? con che clausole?), con che emolumento? ecc.
    Si vedrà di fronte al Tribunale del lavoro.

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