Anziana 98enne arriva in ambulanza all’Ufficio Postale per ritirare un assegno

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Arriva alle poste in ambulanza la signora Angela, invalida di 98 anni. La signora deve ritirare l’indennità di accompagnamento dell’Inps. Arretrati per 4600 euro. Nonostante la donna abbia spalla rotta e femore acciaccato, è dovuta andare di persona perchè alla figlia Leonida non è stata data la delega. Come riporta il Corriere della Sera di Brescia l’anno scorso, alla signora Angela arriva una lettera dell’Inps: ha gli arretrati dell’indennità di accompagnamento da riscuotere alle Posteche a loro volta comunicano che il bonifico è da incassare entro il giorno X.  La signora però è invalida, e la figlia si presenta con delega in via Cerca. Nulla di fatto. La figlia non demorde e pensa a un’autocertificazione dei vigili che attesti l’invalidità della madre. Ma ancora niente. La direttrice delle Poste promette di far lei stessa visita alla madre per la firma, ma non si fa mai vedere. Così  mi giura che sarebbe venuta lei a casa nostra, per la firma di mamma». Macché. La direttrice non si vede. Continua la peripezia in vari uffici postali e anche all’Inps, dove passano la pala di nuovo alle poste. Così la soluzione drastica: racconta la figlia Leonida «Ho fissato l’appuntamento a stamattina (ieri, ndr), chiamato l’ambulanza, portato mamma in Posta proprio nel giorno del suo compleanno, mi dica lei se è il modo di festeggiare così 98 anni». Un’ora e mezza di attesa – Leonilda convoca pure giornalisti e telecamere e c’è stato un po’ di caos, intervengono persino i carabinieri – e finalmente la firma. Il bonifico è stato girato sul conto della signora. 

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UN COMMENTO

  1. Alla signora consiglio di prendere la cittadinanza marocchina o senegalese….i suoi soldi glieli avrebbero portati in carrozza direttamente a casa con tanto di scuse ufficiali.

  2. Licenziare la direttrice che non ha mantenuto l’impegno preso di recarsi a casa. E se legalmente non poteva prendere l’impegno licenziarla comunque per millantato credito in atti d’ufficio.

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