Sfratto bloccato con irruzione, ma i carabinieri sbagliano famiglia

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In un comunicato l’associazione Diritti per Tutti racconta l’inconveniente capitato questa mattina durante l’azione di blocco di uno sfratto ai danni di una famiglia pachistana. Secondo il racconto degli attivisti i carabinieri, intervenuti per l’azione di sfratto esecutivo, avrebbero suonato alla porta sbagliata.

DI SEGUITO IL TESTO DEL COMUNICATO E IL RACCONTO DEGLI ATTIVISTI:

Con la resistenza di questa mattina in via Marconi 38 a Brescia sono tre gli sfratti bloccati questa settimana e sono ben 92 (dal 10 settembre 2012) le azioni di lotta nel bresciano per il diritto alla casa, tra picchetti ed occupazioni. Lunedì in città, in via Rotonda Montiglio, è stata impedita l’esecuzione ai danni di una famiglia di un operaio, con moglie e due bambini, che lavorava in una fonderia di Castegnato, rimasto senza posto a causa della crisi. Martedì il picchetto ha bloccato uno sfratto a Calvisano nei confronti della famiglia di un operaio che ha perso il lavoro per il fallimento della sua ditta di prefabbricati; con lui la moglie, l’anziana madre e tre bambini piccoli. Questa mattina lo sfratto riguardava la famiglia di un’altra vittima della morosità incolpevole con ben 6 figli tra cui 4 minori. L’avvocato della proprietà voleva a tutti i costi procedere con l’esecuzione nonostante gli inquilini saranno assegnatari di un appartamento Aler il prossimo ottobre; è così intervenuta la polizia che ha fatto irruzione….nell’appartamento sbagliato: gli agenti infatti hanno insistentemente bussato alla porta di un’altra famiglia pachistana, facendosi aprire da una donna ignara di tutto, alla quale i poliziotti hanno detto che avrebbero dovuto portare i figli in un istituto. Ovvio lo spavento della madre con i tre bambini in lacrime. Nel frattempo, al piano di sopra, la famiglia sotto sfratto si era barricata in casa con gli attivisti dell’Associazione Diritti per tutti. In seguito è giunta la Digos e l’esecuzione è stata rinviata al 18 luglio.

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