Centro Studi AIB, ancora negativa la dinamica delle esportazioni bresciane

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Prosegue la dinamica negativa del commercio con l’estero della provincia di Brescia, dopo la cattiva performance realizzata nel 2012. Nel primo trimestre di quest’anno, su base tendenziale, le esportazioni registrano un decremento del 2,9%, mentre le importazioni calano dell’1,1%, in misura minore rispetto ai dati trimestrali del 2012.  La tendenza negativa delle esportazioni risulta superiore sia a quella rilevata in Lombardia (- 0,6%) che a quella registrata in ambito nazionale (- 0,7%); la dinamica negativa delle importazioni, invece, è più contenuta sia di quella lombarda (- 6,7%) che di quella italiana (- 7,4%).

 

Il calo più significativo delle esportazioni ha riguardato i settori più tipici del made in Brescia: autoveicoli e altri mezzi di trasporto, metalli e prodotti in metallo, articoli in gomma e materie plastiche.  Hanno invece registrato un recupero delle vendite all’estero i comparti: prodotti chimici e farmaceutici; prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca.  Per quanto riguarda i mercati di sbocco, i più penalizzati risultano: India, Brasile, Cina, Germania e Francia.

La situazione economica provinciale, in questi primi sei mesi dell’anno, resta nel complesso negativa. Il modesto calo congiunturale della produzione nel primo trimestre (- 0,2%) e la flessione del mese di aprile confermano una sostanziale stabilizzazione dell’attività su livelli molto bassi.  Le condizioni critiche del mercato del lavoro e il perdurare della stretta creditizia su famiglie e imprese si rifletteranno ancora negativamente sulla domanda interna, già particolarmente debole, mentre gli ordini dai mercati esteri rischiano di subire un’ulteriore frenata, alla luce della fragilità della ripresa nell’eurozona e della perdita di slancio in alcune economie emergenti.

Questi, in sintesi, i risultati più significativi che emergono dalle elaborazioni effettuate in anteprima dal Centro Studi AIB su dati dell’Istat del commercio internazionale.

Le esportazioni bresciane nel primo trimestre del 2013, come accennato, sono calate del 2,9% rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno e sono diminuite dell’1,7% nei confronti del quarto trimestre del 2012.  In valore, hanno raggiunto i 3.273 milioni di euro.    Hanno subito il maggiore calo delle esportazioni i settori: autoveicoli e altri mezzi di trasporto (- 11,3%), prodotti tessili (- 10,6%), metalli e prodotti in metallo (- 6,9%), cuoio e prodotti in cuoio (- 4,2%), articoli in gomma e materie plastiche (- 4,0%).  Sono invece aumentate le vendite all’estero nei settori: prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+ 25,0%), prodotti chimici e articoli farmaceutici (+ 12,8%), articoli di abbigliamento e pellicce (+ 6,5%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+ 4,3%).  A livello geografico, la flessione più rilevante delle esportazioni ha interessato l’India (- 36,2%), il Brasile (- 15,5%), la Cina (- 14,4%) e la Germania (- 6,4%). L’Europa UE perde, nel complesso, il 5,4% delle esportazioni rispetto al primo trimestre del 2012.  Cresce l’area dei Paesi non comunitari, con in testa la Turchia (+ 24,1%).  Crescono, se pure moderatamente, il continente americano e l’Asia, mentre perde quota l’Africa (- 5,4%).  

Le importazioni si attestano a 1.839 milioni di euro, con un aumento dello 0,7% rispetto al quarto trimestre del 2012 e una flessione dell’1,1% sul primo trimestre dello scorso anno. La dinamica negativa delle importazioni è generalizzata a quasi tutti i settori. I più penalizzati, oltre a quelli del sistema moda, risultano: legno e prodotti in legno (- 23,8%), autoveicoli e altri mezzi di trasporto (- 19,1%), articoli in gomma e materie plastiche (- 10,9%),  prodotti alimentari, bevande e tabacco (- 8,8%), prodotti chimici e articoli farmaceutici (- 5,0%).  Sono, invece, aumentate le importazioni nei settori: prodotti petroliferi raffinati (+ 18,8%), carta e prodotti di carta, stampa ed editoria (+ 14,3%), macchine ed apparecchi meccanici (+ 6,3%) . A livello geografico, la maggiore caduta delle importazioni si è registrata nei Paesi Bassi (- 14,0%), negli Stati Uniti (- 13,9%), in Brasile (- 9,3%), nel Regno Unito (- 8,1%), in Belgio (- 5,3%) e in Cina (- 4,5%).  Sono decisamente aumentate le importazioni provenienti dalla Russia (+ 54,1%), anche se non costituiscono una quota particolarmente rilevante sul totale.

 

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