Gitti: “Una nuova casa dei moderati? C’è spazio”

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“Avverto la straordinaria opportunità di costruire nuove ubicazioni politiche basate sulla concretezza, su idee forti e su una rinnovata forza ideale. Oggi il campo dei moderati è sguarnito, totalmente aperto ad ipotesi di soluzione dei nostri problemi”. A dirlo è stato il deputato di Scelta Civica Gregorio Gitti venerdì sera, durante l’incontro organizzato alla Loggetta per presentare il libro "Repubblica Atto Terzo" del giornalista del Tg1 Angelo Polimeno. Con loro i professori Agostino Giovagnoli e Tino Bino.

Un’occasione per discutere di politica e dello scenario italiano, a partire dalla recente esperienza di Mario Monti. E proprio inizando da lì Gitti ha rilanciato la prospettiva di un nuovo partito dei moderati, dei cattolici di ispirazione sturziana e – per dirla in chiave bresciana – martinazzoliana che sappia tornare ad esercitare un ruolo centrale nel panorama nazionale. Sulla stessa linea Bino (che politicamente fu tra i più vicini all’ultimo segretario Dc), che ha parlato della “necessità di recuperare una cultura cattolico-democratica”, spiegando come il vero errore di Martinazzoli sarebbe stato quello di “non avere capito che la tv e la rete avrebbero cambiato il modo della comunicazione delle idee e dei valori, spazzati via dagli interessi singoli o di lobby”. Mentre Giovagnoli ha sottolineato come “la vera novità sarebbe una ritrovata egemonia del centro”, evidenziando che “il nodo sono le alleanze, quelle che non ha saputo creare Martinazzoli e, in fondo, nemmeno Monti che non è stato in grado di avanzare una proposta egemonica, di parte che sa saldare le altre parti”.

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  1. Una buona idea. Un nuovo partito, un grande centro egemonico per il quale, vista la numerosità garantita dei partecipanti, proporrei all’On.le Gitti l’adozione anche in politica del modello duale. Un Consiglio di Sorveglianza come contenitore delle volpi, degli elefanti, delle mummie e delle vecchie glorie. E poi un Cosiglio di Gestione con i leoncini rampanti, i teneri virgulti della Terza Repubblica, e soprattutto tanti giovani e tante donne, come usa paraculescamente ai giorni nostri. In quanto al nome proporrei "Al centro del centro" e come logo un bersaglio da tiro a segno con freccetta conficcata nel mezzo. Dai, Gegorio e Tino, che stavolta ce la facciamo…

  2. il modello duale oggi lo faranno anche i tuoi amici a cinque stelle, presto diventerete quattro stelle o quattro gatti che è la stessa cosa

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