French Wine Coca, al Lio Bar le sonorità di una band bresciana fuori dal comune

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Venerdì 21 giugno sul palco del Lio bar arrivano i French Wine Coca, una band tanto giovane quanto originale e interessante. Il primo lavoro dei French Wine Coca esce nei primi mesi del 2012, pochi mesi dopo la costituzione del gruppo. Completamente autoprodotto dalla band in collaborazione col bassista Gian Franco Riva (l’Ultimo Piano, Jean Riva) che entra poi nel gruppo in pianta stabile.

“La Collera dei Polli”, questo il titolo dell’ep, viene portato sui palchi di Brescia e provincia nella stagione estiva, proponendo pezzi che mirano a sottolineare l’irruenza degli animi post-adolescenziali dei membri del gruppo.
L’inconcludenza e la rassegnazione della loro generazione ben mascherate dalla presunzione culturale e sociale sono i temi che vengono sviscerati in canzoni come “Luce”, “Duellum” o “Il Ritorno della Repubblica”.
La maturità acquisita dall’esperienza di questo primo lavoro, porta i FWC a distanza di un solo anno alla produzione di un album completo.
Il disco viene registrato nella magica atmosfera della casa dei fratelli Giuradei, la Taverna studio, che insieme a Domenico Vigliotti hanno contribuito alla produzione artistica.
Questa volta le chitarre distorte allo sfinimento, i tempi febbrili, gli arrangiamenti e la produzione artistica vengono curati maggiormente. Anche il concept del disco è più pensato. La scrittura e le tematiche vengono inspirate da autori dell’Ottocento quali Stendhal e Goethe attualizzandone la visione neoclassica sulla società contemporanea.
E proprio dall’opera simbolo dello Sturm und Drang nasce il titolo dell’album:” I dolori del Giovane”.L’analisi delle emozioni umane in un contesto storico come il nostro, pieno di paradossi ed incongruenze, fa riemergere la natura come forza devastante richiamandone al tempo stesso l’immagine sublime. Canzoni che parlano dei preconcetti (Gli alberi) o di incertezze (I corvi). Liriche che riportano alle sensazioni che si provano negli ultimi istanti del tuo contratto di lavoro interinale (L’ora più silenziosa) o un dialogo etereo tra due innamorati (Stalin & Lenin). Canzoni vere, musicalmente immediate, con testi semplicemente complessi ma mai banali.

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