Galletti (Cgil): le nostre non sono battalgie di principio

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Con un comunicato il segretario della Cgil, Damiano Galletti risponde al neo presidente di Aib Marco Bonometti sul ruolo dei sindacati nella contrattazione.

DI SEGUITO LA NOTA DEL SEGRETARIO DELLA CGIL:

Leggo da corsivi di autorevoli giornalisti locali e da dichiarazioni dello stesso neo presidente dell’Aib Marco Bonometti «inviti al sindacato» (leggasi: alla Cgil) affinché avvii profonde riflessioni e ponga in sostanza meno paletti quando si tratta di fare contrattazione, riguardi essa i premi variabili (vicenda Leali) o gli straordinari (Invatec).

Premesso che a metter in discussione i posti di lavoro non è mai il sindacato, questo «potere» non ci è ancora dato, così come è indubbio che non sembra che a oggi il peggioramento di condizioni di reddito e di lavoro in tante realtà aziendali, a partire dalla Fiat, abbia risolto i problemi della crisi nella quali siamo avvitati da tempo, vale forse la pena ricordare che la contrattazione prevede che ci possano essere anche posizioni differenti, entrambe legittime.

Voglio rassicurare tutti: nessuno conduce battaglie di principio incosciente delle sorti dei lavoratori e delle famiglie. Il sindacato, che è un’associazione libera alla quale lavoratori e lavoratrici si iscrivono liberamente, nasce per tutelare e dare forza a soggetti (i lavoratori) che, altrimenti, nella contrattazione individuale sarebbero ancora più deboli.

Di contrattazione, anche in questi anni di crisi, ne è stata fatta parecchia a livello territoriale. I contratti sottoscritti sono stati centinaia, sono state trovate soluzioni, evidentemente condivisibili sia per i lavoratori interessati che per gli imprenditori che le hanno accettate. Le relazioni tra impresa e lavoro sono il sale della contrattazione e, ma non vorrei esagerare, anche della democrazia. Quando contrattiamo formuliamo proposte, le passiamo al vaglio delle assemblee dei lavoratori e delle lavoratrici, prevediamo un voto vincolante (anche per il sindacato) sulle piattaforme. Negli ultimi anni di crisi questo lavoro di democrazia e confronto è stato ancora più difficile del consueto. Poi, trovata una piattaforma condivisa con i lavoratori e le lavoratrici coinvolti, si fanno proposte e si arriva a una mediazione con le imprese.

Il ricatto, non saprei definirlo altrimenti, che vincola l’esistenza stessa del lavoro all’accettazione di meno diritti e meno salari a prescindere (senza neanche la contrattazione!) non risolve i problemi e, per i lavoratori e il sindacato, non sarebbe semplicemente una sconfitta, ma un abbandono del proprio ruolo.

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UN COMMENTO

  1. Behhhhh …. vedremo le battaglie che farà adesso GALLETTI & soci contro il sindaco DEL BONO e contro il suo amico FENAROLI (ex CGIL) ….. !!! Che tanto i miracoli non li faranno di sicuro !!!

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