Pcb nel sangue, a luglio il primo studio epidemiologico: 1500 cittadini coinvolti

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Inizierà a luglio il primo dei 4 studi epidemiologici decisi dal Comitato tecnico scientifico istituito dall’Asl di Brescia per indagare sulla salute rispetto al Pcb Caffaro. L’indagine coinvolgerà 1.500 cittadini dell’area Caffaro e dei comuni di Castel Mella e Capriano. Come scrive il Giornale di Brescia le persone, scelte tramite sorteggio, saranno sottoposte ad un prelievo di sangue e a un questionario. Gli altri tre studi riguarderanno donne che hanno appena avuto un bambino e malati di linfoma non-Hodgkin, melanoma e cancro alla mammella.                         

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  1. Se si farà questa indagine epidemiologica la città deve essere monitorata, almeno a campione, in toto;
    mi riferisco agli abitanti di tutti i quartieri (probabile pcb e diossine comunque alti) ma in PARTICOLARE GLI ABITANTI DI S. POLO per L’ALFA ACCIAI e di S. BARTOLOMEO PER L’ORI MARTIN. non si facciano le cose a metà ma si rilevi una volta per tutte il vero stato diossinico della città. La Ori Martin, ad esempio, sta buttando inquinamento dal dopoguerra e nessuno ha mai fatto un controllo sul terreno e sulla popolazione. Mi sa che non ci hanno pensato o che ritengono che i risultati siano talmente brutti che preferiscono mettere, al solito, la testa sotto la sabbia.

  2. pienanmente d’accordo con l’idea di monitorare la città…ma con quali soldi? il fatto che taglino i servizi sociali non ti dice niente sulle difficoltà dei comuni a far quadrare i conti?

  3. senza considerare che i dati difficilmente saranno scientificamente valutabili. la situazione è drammatica a brescia, ma non scordiamoci di città limitrofe in situazioni simili alla ns (ad es mantova con la raffineria a 4.3 km dal centro)

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