Ricerca di idrocarburi nella Bassa, Bazoli e Cominelli (Pd) interrogano il ministro

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Il deputato bresciano del Pd Alfredo Bazoli, insieme alla collega Miriam Cominelli, ha presentato oggi un’interrogazione, per chiedere al ministero dell’Ambiente “di fornire delucidazioni e indicare gli indirizzi di governo” sull’autorizzazione data all’azienda milanese Exploenergy, che dispone dei titoli per condurre esplorazioni alla ricerca di idrocarburi su una vasta area del Nord, compresa anche una porzione significativa della provincia di Brescia.

ECCO IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE

Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’ambiente. Per sapere, premesso che:

• la società Exploenergy srl, con sede in San Donato Milanese (MI), Via Kennedy 26, ha presentato nel marzo 2012, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, un’istanza di permesso di ricerca in terraferma denominato “lograto”, progetto che interessa le province di Brescia, Bergamo e Cremona. Attualmente la società milanese ha predisposto lo Studio preliminare ambientale relativo al permesso di ricerca di idrocarburi denominato “Lograto”, per il quale ha richiesto la verifica di assoggettabilità a V.I.A. della Regione Lombardia, ai sensi del d.lgs n. 152/06 e dell’articolo 6 della l. r. 2 febbraio 2010, n. 5;

• la società proponente intende svolgere nell’area dell’istanza di permesso di ricerca “Lograto” un programma esplorativo per l’individuazione e lo sfruttamento di accumuli di gas metano potenzialmente presenti nel sottosuolo;

• lo studio di tale progetto è stato curato dalla Peal Petroleum società che ha già curato gli studi di progetto della San Leon srl, società irlandese che ha presentato una richiesta di prospezione in mare nel Canale di Sicilia. Tale studio è risultato essere inattendibile a causa di numerose sviste e alcune omissioni;

• all’interno dell’area in studio sono presenti interamente o parzialmente numerose aree naturali protette come il Parco Regionale dell’Oglio Nord e Parco Regionale del Monte Netto, la Riserva Regionale Bosco de l’Isola e Riserva Regionale Bosco di Barco e il Parco di interesse sovra comunale delle Colline di Brescia;

• lo scorso Aprile alcuni organi di stampa della provincia di Brescia hanno riportato la notizia della volontà della Exploenergy di utilizzare nelle operazioni di ricerca di idrocarburi la tecnica delle trivellazioni orizzontali, tipica del fracking ovvero la fratturazione idraulica degli strati rocciosi che trattengono il gas;

• tale metodo, che sfrutta la pressione dei liquidi per provocare delle fratture negli strati rocciosi più profondi del terreno per agevolare la fuoriuscita dei gas presenti nelle formazioni rocciose per consentirne un recupero più rapido e completo, viene utilizzato soprattutto per estrarre metano, gas non facilmente estraibile con le tecniche tradizionali a trivellazione verticale;

• tale procedura è altamente inquinante poiché gli agenti chimici e liquidi inquinanti utilizzati per spaccare, impermeabilizzare e tenere aperte le rocce hanno come risultato diretto sull’ambiente la contaminazione dei terreni e delle falde acquifere. Il gas naturale sprigionato durante le perforazioni è anche causa di inquinamento atmosferico;

• A tutto ciò si aggiunge il pericolo relativo alla generazione di micro-sismi causati all’attività di fratturazione che, sebbene localizzati e limitati, preoccupano gli esperti per il grado di instabilità a cui espongono gli strati più profondi della terra;

• I pericoli connessi a tali tecniche hanno spinto Francia e Bulgaria a disporre il divieto delle procedure di fracking con specifiche norme di legge, mentre il Ministro dell’ambiente tedesco si è opposto alle richieste delle multinazionali dell’energia per lo sfruttamento dei giacimenti della Germania settentrionale e orientale, in particolare negando al colosso Exxon Mobile un progetto per la trivellazione in Sassonia e Reno Vestfalia. Si chiede di sapere:

• se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti riportati in premessa e se possano escludere eventuali futuri progetti di fracking sul territorio italiano, in particolare per il progetto “Lograto”;

• quali misure intendano assumere affinché sia garantita per il futuro piena trasparenza relativamente alla tecnica del fracking ed alla sua eventuale utilizzazione sul territorio italiano;

• se non ritengano necessario procedere alla revisione di tutti i progetti di prospezione petrolifera e di stoccaggio del gas naturale in corso, prevedendo in via cautelativa il divieto assoluto dell’impiego di tali tecniche  

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