Paroli pronto per il nuovo Consiglio “Le sfide importanti, quelle sul bilancio, le abbiamo tutte azzeccate”

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Deposta la fascia tricolore da primo cittadino, Adriano Paroli si è preso un po’ di tempo per riposare dalle fatiche elettorali e dalla delusione per la sconfitta. E’ tornato a parlare, in una lunga e interessante intervista, pubblicata sulle colonne del quotidiano Bresciaoggi in edicola stamane, e si dice pronto per sedere nei banchi dell’opposizione in Consiglio Comunale. Ma solo da consigliere semplice, non da capogruppo.

Nell’intervista l’ex sindaco fa innanzitutto un rapido bilancio sul suo mandato: «Le sfide importanti, quelle sul bilancio, le abbiamo tutte azzeccate: si sarebbe scassato il Comune senza emendamento salvaBrescia e senza il passaggio di contabilizzazione dalla competenza alla cassa, o senza il piano finanziario della metropolitana, merito di Triboldi, Di Mezza e Medeghini. Non è stato un vanto quello di paragonarmi al sindaco Padula. È lui che ha lanciato una serie di provocazioni per la città determinanti per il futuro, dal nuovo tribunale, ai parcheggi, al termovalorizzatore. Oggi sarebbe da irresponsabili buttare 60 milioni di sede unica progettata da Libeskind per averne 7 da spendere subito, come continuo a pensare che senza parcheggio sotto il Castello non avremo mai il nostro Castello né il nostro centro. Ho fermato la vicenda del Bigio facendomi carico di preoccupazioni che non erano le mie, oggi con più libertà posso dire che sono d´accordo con il soprintendente Fasser: Brescia è matura e non può temere il Bigio. E ancora con il campus universitario, con il nuovo carcere, siamo nel campo delle priorità. E bisogna pensare al riutilizzo di Canton Mombello, è stata mia la provocazione dell´hotel a cinque stelle S. Giulia collegato al sito Unesco».

Paroli, incalzato dall’intervistatore, commenta anche la composizione della Giunta: «L´auspicio deve essere il più possibile la parità ma da lì a mettere quote del 50%, è una forzatura. Certo chi in nome di questo principio non votò lo Statuto, oggi fa una giunta con il 30% di donne? O la buffonata l´hanno fatta allora o oggi». Ancora: «La giunta è Pdcentrica in modo imbarazzante. Sui tecnici ci sarà da fare chiarezza. L´assessore al Welfare mi pare possa rappresentare anche un qualche conflitto di interessi da sciogliere, sull´assessore all´Urbanistica vorremo chiarimenti sul perché è stata fatta fuori da vicesindaco a San Felice. Per trasparenza».

Riguardo alla situazione ambientale l’ex sindaco, che ora dice di dedicare più tempo alla sua professione di avvocato, quasi del tutto abbandonata dopo l’esperienza in Loggia, si augura che Del Bono riesca a fare quanto provocatoriamente diceva dai banchi dell’opposizione, cioè andare dal Ministro e chiedere per Brescia la stessa cifra che Roma erogherà per Taranto, cioè 200 milioni di euro. 

Toccando altri argomenti, come quello del "no" al Cagliari per l’utilizzo dello stadio («Per noi che siamo affamati di turisti, quello era un atto a cui dire di sì firmando il giorno stesso. E poi perché chi dice che lo stadio deve rimanere a Mompiano rifiuta la serie A?») o l’incontro tra Del Bono e Pisapia («L´esperienza ci insegna che per tutelare Brescia lo dobbiamo fare contro Milano, purtroppo, non con Milano»), Paroli spiega anche che i suoi attuali rapporti con il sindaco: «per quanto mi riguarda sono logorati. Io non concepisco il dualismo di chi pubblicamente ti dà del delinquente e privatamente vuole essere tuo amico».
(a.c.)

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  1. L’on. Paroli si sofferma, nelle sue interviste di oggi, su molti argomenti che meriterebbero un commento. Mi limito a richiamare un solo punto, quello riguardante A2A, e la difesa da lui fatta del modello di “governance” duale, che a suo giudizio tutela meglio azienda e territorio. E’ un errore – dice – cambiarlo. Faccio presente all’on. Paroli che il documento votato anche da lui e dalla sua maggioranza in Consiglio, il 7 maggio dello scorso anno, sosteneva esattamente il contrario, ritenendo necessario appunto superare il duale per A2A. Semplificando il modello societario e dimezzando il numero degli amministratori. In quanto ai rapporti con Milano rilevo che, a mio parere, la subalternità di Brescia è stato un tratto distintivo proprio della sua Giunta. Duale o non duale.

  2. Caro Bragaglio – lei sa bene che il testo a cui fa riferimento prevedeva ben altro per A2A !!!!! Lei invece spieghi ai cittadini bresciani come mai la prima mossa di DEL BONO sia stata proprio quella di invitare a Brescia proprio PISAPIA !!! Ma perchè voi politici avete questa idea che la gente sia così stupida da non capire dalle prime mosse quale sarà l’ andamento di una giunta comunale come quella di Brescia che deve spartire MILIONATE di EURO con la giunta di Milano per A2A !!!

  3. Che la gente non sia stupida, l’ex sindaco dovrebbe averlo capito abbastanza bene anche lui. dal risultato delle elezioni…

  4. Gentili utenti vi ricordiamo che è vietato commentare con nome e cognome se non si è registrati al sito. Potete farlo dalla home del sito grazie

  5. Feroldi, temo di non capire. Perché Del Bono non avrebbe dovuto “come prima mossa” incontrare Pisapia? L’incontro tra i due sindaci “azionisti” di A2A non è forse la cosa più ovvia ed apprezzabile? Certo che il testo approvato dal Consiglio su A2A prevedeva “ben altro”. Ma nel senso di “anche” ben altro. Mentre sul sistema di governance duale testualmente sta scritto che “si ritiene che in corso di mandato si determini il superamento del sistema duale”. Questo e non altro, Feroldi, il testo votato dal Consiglio, anche da Paroli. Che oggi sembra invece sostenere il contrario. Ed il mandato in scadenza di cui si parla è dei prossimi mesi, non secoli. Su questo punto, il “ben altro” di cui Lei parla non lo so. E, curioso come sono, mi piacerebbe conoscerlo. Quindi se Lei lo sa, ce lo dica.

  6. Bragaglio …. Bragaglio ….. non faccia il "verginello" ……. radio scarpa dice già che una poltrona anche per Lei è già pronta in consiglio A2A !!! E d’ altra parte si capisce bene come Lei ci tenga !!!

  7. ci risiamo…quando i bresciani li attacchi sui soldi…sono il loro vero "unico pensiero" e le mosse di Del Bono soni li a dimostrarlo. e poi le ripicche di B. sono irreprensibili ma chi ha le vere responsabilità della s-vendita di ASM sono da ricercarsi nelle saccocce del Pd…che si è illuso pagando fior fiore di parcelle ai noti studi dei soliti noti,che ora pure onorevoli sono,di incastrare Milano e farsi comandare da Bs ….forse B. non è mai vissuto a Milano,quando era in Regione ??? non ha mai recepito i rapporti di forza ??? Penati docet ??? che poi Paroli da doroteo quel’è si sia impadronito della cosa…vedremo quanto durano le cariche imposte dal Centro Dx…vedremo

  8. Paroli dice d’essersi ispirato a Padula…sarà! Anche se a me pare per poter fare poi il contrario. Intanto un augurio alle leggende metropolitane, visto che producono sconfitte! Si dice della contrarietà del centro destra alla fusione di Asm-Aem. Una leggenda. Tutto il fronte FI-PDL, provinciale, regionale e nazionale era a favore. Pure l’on. Saglia, con Paroli che nel Consiglio del 27.6.2007 s’è solo astenuto. Nel 2005, il CD era compatto a favore della superutility regionale , a partire da Asm-Aem, come sostenne persino… Arcai. Ma – ovvio – perché a proporla era Formigoni. Se una proposta veniva da Corsini scattava invece la pregiudiziale. Era sempre un “no” a prescindere. Pavloviano. Com’è avvenuto con la Metro. Con il ministro Lupi che ha fatto ridere tutta Brescia osannandola in campagna elettorale come un miracolo paroliano. Anche in questo caso, il CD del fuori porta era a favore (Berlusconi, Formigoni, Cavalli), mentre in città ti organizzano ben due referendum contro. Così su tutto. Il CS propone 20 milioni per opere complementari e il CD che ti fa? Vota contro, per poi lamentarsi del ritardo nella realizzazione. Arianna parla di “svendita” di Asm. In realtà i guai di A2A sono nati (inizio 2008) proprio con il CD, prima di Milano, con un colpo di mano sugli assetti dirigenziali, contro Brescia ad opera della Moratti. Poi, mesi dopo, con il colpo di mano di Paroli, per liberarsi dell’ing. Capra e degli amministratori in carica.

  9. caro B. ci fa piacere sentirti….nessuno credeva che andassi in pensione x lasciare posto ai giovani…ma su ASM,il PD e Corsini pendevano dalle labbra dell’Ing.Capra ( che ammaliò pure il Cd), perchè con i soldi di ASM si coprivano i buchi del Comune di Bs. L’onesto Capra è stato incapace di tenere a bada la"furia"Zuccoli, che da buon "socialista"e non di primo pelo,avendo attraversato tutto il firmamento meneghino, prima ha firmato e poi ha fatto quello che ha voluto…mettendo a dirigere a Bs i suoi uomini,congelando A2A a suo favore . e per piacere non parliamo di una scelta della Moratti se ci fosse stato Penati a Milano sarebbe andata cosi, COMUNQUE ED A PRESCINDERE ,Milano conta e conterà sempre più di Brescia ….Operazioni che si fanno tranquillamente ogni giorno in Italia ,"docet" Parmalat passata ai Francesi….in un paese dove nessuno più controlla nessuno…e ci si azzanna x i POSTI nei CDA e sulle prebende …. a voi la palla ..vedremo nei prossimi mesi quante teste cadranno …..e se avremo dei veri amministratori prestati alla politica o i soliti politici che si travestono da amministratori o ancora meglio qualche venditore di polizze prestato ad un nuovo ruolo..aspettiamo buone nuove

  10. Cara Arianna vorrei ri-polemizzare con te sul 90 % delle cose che hai scritto e che non condivido. Ma il fatto di condividerne anche solo quel 10%, troppo importante sul futuro di A2A, mi suggerisce – per ora – di starmene zitto. Mi basta ed avanza quel tuo 10% per limitarmi – sempre per ora – ad osservare…preoccupat o il corso, non chiarissimo, degli eventi. Ti ringrazio.

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