In Loggia il primo consiglio dell’era Del Bono. Ungari (Pd) eletto presidente

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Primo consiglio comunale dell’era Del Bono, questa mattina, a Palazzo Loggia. Ad aprire la seduta, alle 9.45, è stata il "consigliere anziano" Laura Parenza, che – lasciando alle spalle le polemiche sulla sua mancata designazione a presidente del consiglio – ha fatto gli auguri di buon lavoro al sindaco e alla giunta (A QUESTO LINK NOMI E BIOGRAFIE). Quindi, con qualche piccolo problema tecnico, il voto dell’aula che ha insediato i consiglieri.

A seguire si è tenuto il veloce giuramento del sindaco Emilio Del Bono (“Giuro di osservare lealmente la Costituzione italiana”), seguito da un lungo applauso (nei banchi della minoranza solo il giovane Mattia Margaroli ha battuto le mani). Poi si è aperta la procedura per l’elezione a scrutinio segreto del presidente del consiglio comunale.

Il consigliere Pd Fabio Capra, primo a intervenire, ha proposto ufficialmente il nome di Giuseppe Ungari. Poi ha letto uno stralcio dell’intervento di Del Bono di cinque anni prima e invitato la nuova minoranza a fare opposizione costruttiva. Ma subito dopo ha polemizzato con il centrodestra ricordando l’ordinanza del bonus bebè e aggiunto, tra i mugugni della minoranza: “Basta passerelle e commissioni congiunte”. A replicare l’ex assessore Pdl Giorgio Maione, che ha polemizzato ironicamente con Capra e precisato: “La stagione nuova di dialogo di cui parla Capra si apre con vecchi rituali. Si è detto che la presidenza del Consiglio avrebbe dovuto andare alla minoranza in quanto ruolo di garanzia: ritengo legittimo che il Pd la rivendichi, ma questa ‘nuova stagione’ è una grandissima bugia”.  

Il civico Francesco Onofri, ancora, ha evidenziato la stima per Ungari, ma stigmatizzato il fatto che sia mancato un confronto anche informale con la minoranza e sottolineato che una eventuale candidatura di Laura Parenza avrebbe potuto riscuotere maggiore consenso anche all’opposizione. Donatella Albini (lista Fenaroli), invece, è entrata nel merito dei temi principali che dovranno caratterizzare l’azione del governo Del Bono (citando in particolare la democrazia e i principi d’eguaglianza) e quindi – in un veloce passaggio finale – ha criticato la maggioranza per non aver nominato il 50 per cento di donne in giunta. Più ligia al tema della giornata, Mafalda Gritti (Castelletti), che ha ribadito la questione femminile: “Dopo 20 anni Brescia ha nuovamente un sindaco donna, ci sarebbe piaciuto in questo contesto avere un presidente del Consiglio donna, ma siamo rispettosi di quanto deciso dalla prima forza della maggioranza”.

Duro l’intervento dell’ex vicesindaco leghita Fabio Rolfi: “Non ci interessa il fatto che il presidente sia espressione della maggioranza, lo riteniamo legittimo. Ma c’è un’incoerenza evidente del Pd rispetto a quanto dichiarato cinque anni fa. Inoltre in questi anni l’ex minoranza ha fatto un’opposizione denigrante e queste cose non possono non lasciare il segno: non dimenticheremo e non porgeremo l’altra guancia. Vi sfideremo su quello che avete promesso: ci attendiamo, ad esempio, che riattiviate la linea 1 e che arrivino milioni di euro da Roma per la Caffaro”. Anche Mariangela Ferrari ha ricordato il passaggio dell’intervento di Del Bono con cui l’allora capogruppo Pd, cinque anni prima, aveva invocato che la presidenza dell’Aula andasse alle opposizioni. Mentre Alberto Martinuz (Pd) ha chiesto di lasciare alle spalle le polemiche elettorali. E Margherita Peroni (Pdl, ore 10.50) ha detto: “Ci saremmo aspettati una partenza molto più serena, ci spiace che non si siano create tutte le condizioni perché anche noi votassimo Ungari”. Ultimo a intervenire Francesco Patitucci (civica Del Bono), che ha ‘benedetto’ la candidatura Ungari. Ma è da segnalare il silenzio della grillina Laura Gamba. Quindi hanno preso il via le procedure di voto.

Il primo spoglio è finito, secondo previsioni, con 20 voti per Ungari (non raggiunto il quorum) e 11 bianche. Al secondo il presidente in pectore è salito a quota 21 (bianche 8, nulle 1) conquistando così un consenso della minoranza (Ungari si è astenuto). Ungari è stato quindi eletto presidente alla terza votazione (ore 11.30) con 21 preferenze e 10 bianche (dunque, nel Pd non ci sarebbe stato alcun franco tiratore). 

“Desidero rivolgere il mio primo saluto ai cittadini bresciani, senza distinzione”, ha esordito un Ungari visibilmente emozionato, “ho la consapevolezza che la verità non sta da una parte, i vari gruppi consiliari portano istanze diverse: a noi il compito di fare sintesi virtuose. Ci presentiamo alla città come un consiglio giovane, per età media e perché fortemente rinnovato. Ora dovremo trovare nuove forme di ascolto. Chi mi ha preceduto”, ha concluso, “ha saputo avere attenzioni importanti per la città, dalla Castelletti alla Bordonali”.

A seguire la nomina dei gruppi consiliari (di seguito i capigruppo: Pd, Capra; Castelletti, Gritti; Civica Del Bono, Patitucci; Fenaroli, Albini; Pdl, Margaroli; Civica Paroli, Ferrari; Lega Nord, Rolfi, 5 Stelle, Gamba; Onofri, Onofri) e la comunicazione dei componenti della giunta. Infine l’elezione della commissione elettorale comunale.

A questo punto (11.41) ha preso la parola Del Bono. “Mi auguro riusciremo a fare un lavoro proficuo e utile alla città”, ha detto, “e su questo saremo misurati a fine mandato. Per quel che riguarda la composizione della giunta ho voluto utilizzare a pieno le prerogativa che la legge mi concede: la squadra non è stata frutto di lunghe trattative, ho ritenuto di assumere le decisioni in autonomia assumendomi direttamente le responsabilità. Credo di aver fatto la scelta in un tempo ragionevolmente breve, circa una settimana. Per quanto riguarda invece i criteri, ho deciso di avere una giunta che unisse alte professionalità tecniche e una componente politica in rappresentanza delle liste che mi hanno sostenuto. La scelta dei due esponenti Pd è stata basata sulle preferenze. Ho un rammarico: avrei voluto trovare un equilibrio maggiore sulla parità di genere, sicuramente sarà mia cura tenere conto di questo principio nelle future nomine”. 

Il sindaco ha quindi presentato uno ad uno i suoi assessori. In particolare ha sottolineato che quella di dar vita a un assessorato dedicato soprattutto all’Ambiente (guidato da Fondra) è stata una scelta precisa e annunciato che il direttore uscente dell’Arpa Sesana “in occasione dell’incontro con il ministro, sarà indicato dal sindaco come possibile referente per le questioni legate al sito Caffaro”. A lui verrà affiancata una commissione ad hoc. Ancora Del Bono ha ribadito quanto affermato in occasione della presentazione della sua squadra a Santa Giulia. E avvertito gli assessori del fatto che “la giunta è un organo collettivo: non accetterò nessuna dissociazione non motivata”.

Da segnalare la presenza nel pubblico di numerosi esponenti del mondo politico bresciano. Tra questi l’ex capogruppo del Movimento 5 Stelle a Roma Vito Crimi, che però non ha assistito all’intera seduta. Un centinaio gli spettatori presenti in Loggia per il consiglio.

FOTO: LOGGIA/PENOCCHIO 

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  1. Buon lavoro a tutti.. è un nuovo inizio (e non si è partiti male!). Auguro a tutti noi che quel lavoro rappresenti un impegno teso al bene comune, abbandonando le vecchie logiche di interesse personale o di partiti, partitini e quaquaraqua.

  2. MA LAURA PARENZA NON E’ QUELLA CHE DOVEVA ESSERE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E SI E’ INCAVOLATA PERCHE’ NON L’HANNO SCELTA?

  3. Io c’ero e ho visto pochi frizzi e molte tensioni per la mancata nomina della Parenza. I DS da questa giunta escono cancellati.

  4. State qui a scannarvi su quale sia la maggioranza migliore o peggiore, ma ai cittadini come me cosa importa? Ridurrete l’Imu? Garantirete i servizi? Eviterete di fatci pagare più tasse? Sono queste le cose di cui ci importa, non del Pdl, della Lega o del Pd e nemmeno di Grillo o Onofrio. Volete capirlo???????????

  5. Il primo spettacolo è stato indecoroso. L’elezione con maggioranza risicata di Ungari è il primo passo (falso) di Del Bono. i mal di pancia presto verranno allo scoperto. Come prevedibile la Castelletti predica male e razzola peggio. Le stanno tanto a cuore le quote rosa da preoccuparsi solo delle proprie, delle altre non gliene frega niente. Le deleghe sono confuse e spezzettate. Il consiglio dei saggi è una emerita st…, soprattutto se a farvi parte saranno persone come Belli, la cui accozzaglia di proposte fatte per fare Brescia Grande non meritano nulla più del convegnino semideserto che ha organizzato una anno fa.

  6. La qualità dell’ambiente e di vita prodotti dalla Movida non sono degni di essere presi in considerazione, dopo le promesse preelettorali? Del Bono, Fondra, Muchetti: se ci siete battete un colpo.

  7. Son sU da venti giorni e già sembra abbian fatto danni…mi pare un pò presto per giudicare….di contro son ben felice che dopo 5 anni se ne siano andati gli altri che "indecorosi" lo son stati per anni

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