Pirellone, sì alla mozione sui criteri per le discariche. Parolini (Pdl): singole comunità non paghino per tutti

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"Definire criteri tecnici e quantitativi che stabiliscano il limite massimo delle discariche di rifiuti presenti in una medesima area, al fine di evitare una concentrazione degli impianti in zone ristrette che procuri disagi elevati a singole comunità." Questa la richiesta alla Giunta contenuta nella mozione approvata oggi all’unanimità dal Consiglio Regionale e presentata dal capogruppo del PDL, Mauro Parolini. Un provvedimento richiesto dai territori e in particolare dall’Associazione SOS Terra di Montichiari e dal Capogruppo del Pdl nel Consiglio Comunale di Montichiari, Claudia Carzeri.

"Questa mozione, che ha una valenza generale, nasce – spiega Parolini – dalla costatazione che nella nostra Regione ci sono zone che presentano un numero molto elevato di impianti di smaltimento e tra queste è un esempio il comune di Montichiari dove sono presenti ben 15 discariche, tra esaurite, in attività e autorizzate. Per questo chiediamo alla Giunta di definire al più presto dei criteri chiari che stabiliscano il limite massimo di sostenibilità delle discariche di rifiuti presenti sul territorio di uno o più Comuni vicini, così da evitare che sia una singola comunità a pagare per le altre."

“Noi siamo – conclude Parolini – per un approccio pragmatico al problema dei rifiuti. Per questo riteniamo che la soluzione debba passare dalla considerazione che solo il recupero e la valorizzazione di questi può costituire una risposta definitiva ed economicamente sostenibile, a partire anche dal sostegno della raccolta differenziata nei Comuni. In questo contesto le discariche devono essere solo una soluzione residuale ma serve una maggiore attenzione perché non siano solo alcuni territorio a reggerne il peso.”

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UN COMMENTO

  1. Consigliere Parolini, quando era assessore provinciale ai lavori pubblici a Brescia, la giunta in cui lei sedeva ha autorizzato il piano cave provinciale di ghiaia e sabbia attualmente in vigore. 54 bacini estrattivi per 70 milioni di metri cubi a fronte di un’esigenza bresciana non superiore ai 40 milioni di mc. Questo vuol dire aver creato decine di buchi in secca di proprietà di privati che formuleranno sicuramente domande di discarica ai competenti uffici provinciali/regional i lucrando su buchi chehanno sfruttato per anni. Fa piacere, dopo 10 anni, il ravvedimento operoso visto nella mozione su tale tema ma la frittata è fatta.
    Piuttosto presenti una mozione sul cambiamento della legge regionale 14/1998 (attività estrattiva) con un solo articolo: "..la proprietà del fondo cava, a recupero ambientale realizzato e obbligatorio a stralci, diventi pubblica….".
    La proposta di modifica della legge giace nei cassetti della giunta regionale dal 2006, più volte ripresa ma mai autorizzata.
    Risolv erebee alla radice il problema delle discariche dislocate a casaccio.
    Cordialit à.

    Ing. Angelo Bergomi
    Responsabil e provinciale Ambiente PD bresciano.

  2. Peccato che l’ing Paorolini si dimentica che la sua famiglia gestisce un impianto di rifiuti a Lonato,che rende nauseabonda l’aria che si respira, da 13 anni ormai!!!! Costruita sull’ ex cava di famiglia. L’impianto produce compost da spargere sui terreni agricoli…e guarda caso lui è presidente della commissione agricoltura….la solita italietta. L’impianto è a soli 250 mt dal centro commerciale il Leone…e notizia di pochi giorni fa, voglio aumentare la produzione ed inserire un impianto di biogas da 3 MW (un mostro)

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