Il Pd di Rovato: inizia lo sbancamento della Bonfadina e sparisce la nostra campagna

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"Invitiamo quei cittadini che volessero immortalare con una foto questi terreni prima dello sbancamento massiccio, giusto per avere testimonianza di com’era la campagna di questa zona, a farlo velocemente. Tra poco tempo non sarà più possibile farlo”. Così si chiude la nota del segretario del Pd di Rovato e responsabile provinciale dell’Ambiente del partito Angelo Bergomi, che interviene così sulla questione della cava Bonfadina in seguito all’inizio dello sbancamento del lotto di Cazzago San Martino.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

A nome del circolo del PD di Rovato e di tutti quei cittadini che in questi anni si sono battuti insieme a noi sul problema della cava Bonfadina, desideriamo divulgare il presente comunicato.

Ai rovatesi più attenti, in particolare ai Lodettesi, non sarà sfuggito negli ultimi giorni il via-vai di camion e l’azione delle benne di ruspe nel terreno a Nord della SP BS 11 (quella che noi chiamiamo la "provinciale" o la strada del "Bertola"). Dietro la recinzione e i tre arbusti striminziti che fanno da mitigazione ambientale sono partiti i primi sbancamenti massicci nel lotto rovatese della Bonfadina.

Per 10 lunghissimi anni, insieme a gruppi ambiente, agli amici di Rovato Civica e a privati cittadini desiderosi di vivere in un ambiente maggiormente vivibile ci siamo battuti perchè i rovatesi sapessero che in località Mercurio (zona vivaio Pelizzari) la Provincia di Brescia prima e Regione Lombardia poi avevano previsto una cava di ghiaia e sabbia di 340.000 metri quadrati: la famigerata cava Bonfadina.

In questi dieci anni abbiamo prodotto un numero di iniziative che è anche difficile rendicontare: dalle cinquemila firme di cittadini contrari depositate in Regione alle manifestazioni sia sul luogo che nelle sedi istituzionali, dalla presenza alle votazioni sul piano cave in Regione alle conferenze dei servizi in Provincia, dalle assemblee pubbliche organizzate al teatro Rizzini di Cazzago S.M. a quelle al Foro Boario di Rovato, dai volantinaggi a tappeto a Lodetto alle trasferte in pullman pagate di tasca nostra in Regione ecc.

Decine di iniziative che la stampa ha ripreso in centinaia di articoli e che hanno prodotto anche numerosi servizi sui tg locali e regionali fino all’interessamento addirittura della trasmissione di Raitre Report che dedicò una parte della puntata "La banda del buco" nell’aprile 2011. Una parte di questo materiale video è caricato sul canale youtube del nostro circolo.

Questo impegno l’abbiamo profuso volentieri per informare ma non solo. Volevamo ribadire che non ci pareva giusto che un privato, che compie legittimamente il suo mestiere di cavatore ci mancherebbe (!), si vedesse autorizzare a escavare quasi due milioni di metri cubi di ghiaia e sabbia solo perchè Provincia e Regione così hanno deciso senza sentire le ragioni di contrarietà delle comunità locali. Ci siamo battuti perchè sapevamo fin da subito che sarebbe stato avvilente vedere l’ultima fetta di campagna rovatese destinabile anche a coltivazioni vitivinicole DOCG scomparire sotto l’azione delle ruspe. Sapevamo fin da allora che la qualità della vita della comunità sarebbe peggiorata con dieci anni, sicuramente prorogati, di escavazioni e con in eredità un buco il cui destino a discarica è facile da pronosticare.

E il tutto per estrarre ghiaia consentita da un Piano Cave Provinciale che autorizzava milioni di metri cubi di inerte destinato verso Province più intelligenti della nostra nella gestione del proprio territorio.

Questi dieci anni hanno visto anche atti concreti come i ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato con cui chiedevamo che venisse riconosciuta la legittima richiesta di una comunità come la nostra di non vedersi calare dall’alto l’ennesimo scempio a meno di 900 metri dalla discarica Rovedil. Rimane il rammarico che per ben due volte il TAR abbia dato ragione al Comune di Rovato (guidato al tempo da Cottinelli), confermando quindi la fondatezza dei rilievi mossi, e il Consiglio di Stato abbia ribaltato il giudizio contraddicendo sentenze invece favorevoli ai Comuni su casi simili al nostro nel veronese. Sia chiaro: le sentenze vanno rispettate, anche quando non sono favorevoli e paiono illogiche! E noi le rispettiamo.

D’altro canto, questo non è più il tempo delle sentenze. Questo è, purtroppo, il tempo delle ruspe, dei camion, della campagna portata via. E’ il tempo del concretizzarsi di tutti quegli spauracchi che per dieci anni abbiamo evidenziato alla comunità rovatese che, come nel peggiore degli incubi, si stanno avverando.

Segnaliamo come, nell’indifferenza più totale, lo sbancamento sul lotto di Cazzago S.M. sia avvenuto interessando nell’ultimo anno quasi trecentomila metri cubi di ghiaia (il tutto è visibile transitando in località Tre Santelle). E’ ora presente un’immensa voragine che, da progetto, ospiterà impianti di lavorazione oggi situati in un’altra cava a Castegnato.

Nel giro di qualche mese l’attività arriverà inevitabilmente a regime anche sul lotto di Rovato. Una attività che al posto di granoturco e frumento lascerà in eredità un buco di 30 metri di profondità! Per chi come parecchi di noi quei terreni li conosce dalla nascita, li ha visti coltivare con passione, li ha visti irrigare proprio in questo periodo dell’anno questo è davvero un brutto giorno.

Invitiamo quei cittadini che volessero immortalare con una foto questi terreni prima dello sbancamento massiccio, giusto per avere testimonianza di com’era la campagna di questa zona, a farlo velocemente. Tra poco tempo non sarà più possibile farlo.

Un sentito "ringraziamento" a chi ha reso possibile tutto ciò.

Ing. Angelo Bergomi

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  1. Caro signor Bergomi, questo, per la verità, sarebbe il tempo della Resistenza, non delle foto ricordo. Ma avendo il Suo partito deciso che la legalità è al di sopra della legittimità e anche della giustizia, esaurite le armi della burocrazia non resta, secondo voi, che arrendersi. D’altra parte, il Suo partito in genere se ne infischia altamente delle comunità locali, anzi se queste cercano di ribellarsi a scempi e distruzioni anche più gravi di una cava, siete in prima fila ad invocare i manganelli, vedasi la Valle di Susa e chiedasi, per esempio, al Suo collega Senatore Stefano Esposito.

  2. Sig. Mario, lei ha proprio sbagliatop interlocutore. Se si permette di fare un commento del genere lei non conosce una virgola nè della vicenda specifica nè dell’intero problema del piano cave. Chieda a tutti i comitati sorti in questi anni nel bresciano chi è sempre stato in prima fila (e lo è da 10 anni!) su questi e altri temi ambientali.
    E con proposte serie anche per cambiare le leggi regionali che consentono ai privati tutto e alle comunità locali solo di subire.
    Rispetto alle grandi infrastrutture la invito a leggersi anche su questo sito notizie dei miei 18 mesi da vicesindaco a Rovato.
    Solo allora potrà criticare.
    Cordiali tà.

  3. Caspita ma il tono sarcastico sul discorso della "foto" non l’ha proprio capito? Tutto si può dire a Bergomi e ai cittadini del comitato anticava di Rovato meno che non abbiano resistito!

  4. non sempre si riesce a raggiungere gli obbiettivi posti… l’importante è lottare per raggiungerli.
    Quest o vale per processi in prescrizione come per le cave.

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