Crociata anti-slot machine, Beccalossi in prima linea

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Presto una misura contro le slot machine, parola di Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio e Urbanistica del Pirellone. L’esponente di Fratelli d’Italia da tempo si batte contro la piaga sociale della ludopatia, e garantisce che a breve in Regione si arriverà a qualcosa di concreto, un documento con precisi vincoli per i locali che vogliono installare le "macchinette" e formule di valorizzazione per quelli che meritoriamente decidono di non farlo.

La lotta al fenomeno, che vede la Lombardia al primo posto in Italia per spesa assoluta, e nelle primissime posizioni per spesa pro-capite, passa secondo l’assessore attraverso un accrescimento dei poteri dei sindaci nel rilascio delle autorizzazioni per sale gioco e installazione di slot machine nei bar normali. I locali che vorranno le macchinette dovranno necessariamente essere distanti almeno 500 metri dai luoghi di ritrovo quali ospedali, oratori, impianti sportivi. Non solo, tramite il logo "slot free" si vuole giungere a segnalare i bar privi di macchinette. Ma la prevenzione dovrà passare anche attraverso l’educazione dei gestori di locali, che dovranno seguire un corso di formazione e ottenere una sorta di patentino.
(a.c.)

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UN COMMENTO

  1. QUESTA COSA DELE SLOT è UNA CONTRADDIZIONE. LO STATO CI GUADAGNA, POI CREA CENTRI CONTRO LA LUDOPATIA E FA CAMPAGNE PER CHI NON LE METTE…. MAH

  2. concordo con "MAH". Mi chiedo anche come mai l’apertura dei Casinò sia ancora vietata, quando spuntano Sale Slot ovunque, come i funghi. Mi sembra che in entrambi i casi si tratti di gioco d’azzardo… o sbaglio? Le solite italiche stranezze, in cui si fa tutto e il contrario di tutto

  3. Le solite boutades per avere visibilità, fatte da chi ha ampiamente contribuito a rovinare il Paese e non ha più nulla di serio da dire. Queste sparate sono destinate a risolversi in una bolla di sapone e a costare fior di soldi in ricorsi, processi e sentenze di TAR e altre istanze giudiziarie per lasciare tutto come prima. Si veda, per esempio, la sentenza della Corte Costituzionale dell’aprile 2011 che ha stroncato le pretese dei sindaci di regolamentare in senso restrittivo, con norme come quelle proposte dalla signora Beccalossi. Il sindaco di Verbania, pochi anni fa, è stato addirittura condannato a risarcire pesantemente i danneggiati da una sua ordinanza che limitava l’orario di apertura delle sale slot. Ciarissima, in proposito, anche la sentenza 237 della Suprema corte del 2006, che ricorda che “i profili relativi all’installazione degli apparecchi e congegni automatici da trattenimento o da gioco presso esercizi aperti al pubblico, sale giochi e circoli privati afferiscono alla ‘materia ordine pubblico e sicurezza’, di competenza esclusiva dello Stato”. Dunque, da parte della signora Beccalossi, l’ennesimo polverone a spese dei contribuenti.

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