Morti tre operai per una bomba, la Sei di Ghedi condannata anche in sede civile

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Il Giudice Carla D’Ambrosio – sezione civile del Tribunale di Brescia -, il 18 giugno 2013 ha emesso la sentenza sulla causa civile avanzata nel 2005 dalla Cgil e dalla Fiom di Brescia, con gli Avvocati Prof Carlo Smuraglia, Fausto Cadeo e Umberto De Luca, nei confronti della Sei spa, dell’Ing Matassi e del Dott Santi in veste di responsabile del servizio qualità l’uno e di direttore tecnico l’altro, in riferimento a quanto accaduto presso lo stabilimento della Sei di Ghedi nell’agosto del 1996 dove a seguito di un esplosione di una bomba, a cui stavano lavorando, morivano tre lavoratori. La sentenza in sede civile, segue la sentenza in sede penale, che condannava gli stessi soggetti, emessa nell’anno 2000, confermata poi in sede di appello. "La sentenza del Giudice Carla D’Ambrosio interviene, tra gli altri, su alcuni punti che riteniamo importante sottolineare e che attengono al ruolo e ai compiti del Sindacato, infatti, si riconosce “la legittimazione attiva delle organizzazioni sindacali attrici” in ragione dei loro “compiti ”, degli interessi “di cui le associazioni sindacali sono portatrici” della loro radicazione territoriale e della “attività dispiegata nella tutela della sicurezza del lavoro nelle industrie del territorio bresciano” -" dice una nota della Cgil.

Il Giudice statuisce, inoltre, “ la responsabilità civile dei convenuti Sei spa, Matassi e Santi in relazione ai danni subiti dai sindacati attori” sia per quanto “statuito dal giudice penale con efficacia di giudicato” sia per la sussistenza della responsabilità  “indiretta della Sei ex art 2049 c.c “ sia “ diretta in capo alla Sei spa ex art 2087 c.c “.

"Viene così riconosciuto e confermato il lavoro svolto dalla Cgil e dalla Fiom di Brescia nel ricercare le cause e nel definire le responsabilità nella drammatica vicenda della Sei che provocò la morte di tre lavoratori, non solo, quel lavoro e il grado di radicamento del nostro Sindacato, l’attività svolta, fanno sì che venga riconosciuto anche a questo livello il ruolo, i compiti e gli interessi di cui siamo portatori.  La Cgil e la Fiom, ricordano i lavoratori deceduti a causa dell’esplosione Franco Sentimenti, Dario Cattina e Giuseppe Bignotti". 

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