Un consigliere non può votare, a Salò non passa il piano-Tavina

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10 contro 10. E’ finita in pareggio, ma per la maggioranza del sindaco Barbara Botti equivale ad una sconfitta: non passa in Consiglio Comunale il mega progetto di trasloco e riconversione della superficie del sito produttivo della Tavina.

Nessun ripensamento all’interno della maggioranza, il pareggio è dovuto al fatto che un consigliere, Federico Bana, non ha potuto votare in quanto parente di una famiglia comproprietaria dello stabilimento che ogni anno produce qualcosa come 190 milioni di bottiglie di acqua. Tante, e in continuo aumento, per questo motivo l’azienda ha chiesto da tempo di poter trasferire gli impianti produttivi a Cunettone di Salò, trasformando l’attuale sede in un moderno quartiere residenziale da 29mila metri quadrati di superficie tra case, alberghi e commerciale. Al comune andrebbero 5milioni e 900mila euro di valore di opere pubbliche, quali due parcheggi, la realizzazione di una rotonda, un parco pubblico, un centro benessere e la ristrutturazione di due edifici.

Con il pareggio in consiglio tutto è da rifare, con la maggioranza che dovrà cercare di convincere qualcuno dei contrari a votare favorevolmente.
(a.c.) 

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  1. se un’azienda cresce ha tutti i diritti di espandersi, ma che lo faccia tra malcontento di una intera comunità, e con poco chiari inciuci e piaceri reciproci col comune, beh allora è meglio così, La Tavina ha perso la battaglia tempo fa quando ha voluto sfidare i mulini a vento, ora che si metta il cuore in pace e vedrà che con i piccoli passi risolverà i sui problemi senza devastare territori e accattivarsi intere comunità di persone.

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