Controllo del traffico di droga: è guerra tra bande ed etnie

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Prima erano gli italiani, ora sono invece gli albanesi a gestire il narcotraffico tra Brescia e Provincia che si scontrano con  africani, tunisini, marocchini e senegalesi, che prima lavoravano per gli uomini dell’Est e che poi sono riusciti ad organizzarsi in gruppi indipendenti per il controllo della piazza. Ed è una guerra tra bande che il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Marco Turchi, definisce «un dato allarmante». Secondo l’inchiesta fatta dal Corriere se la media nazionale di stranieri coinvolti nel traffico di stupefacenti nel 2012 era del 35%, a Brescia – seconda in Lombardia dopo Milano – il dato sale fino al 65%.

L’ultimo episodio riguarda uno scontro tra senegalesi contro gli albanesi, nemici sul campo dello spaccio, ma amici e solidali per coprirsi a vicenda.  Uno spacciatore era scappato senza pagare una partita da duecento grammi di cocaina a un grossista albanese. Loro non hanno di certo lasciato correre e hanno raggiunto l’appartamento del senegalese, trovando però il coinquilino di 35 anni. Con gli albanesi anche un senegalese, Karim Konè (detto «il gambiano»), che l’inquilino- vittima credeva un amico.

Il senegalese viene tenuto legato e picchiato e giorni dopo sequestrato. Per salvarsi finge che il connazionale debitore per la droga non pagata sia a casa. Gli agenti però sono sulle loro tracce e in carcere finisce Karin Konè, commerciante (in via Milano) residente a Brescia Due, e Vladi Deli, 25 anni, assistente informatico che viveva in viale Piave. I carabinieri recuperano 500 grammi di cocaina e migliaia di euro in contanti.  La guerra però non finisce e lunedì cinque senegalesi di Brescia partono per Torino e aggrediscono due grossisti di cocaina con bastoni e coltelli per rubare la droga: in manette finiscono in 7. 

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