Aziende bresciane, leggero incremento della produzione: a giugno +0,2 %

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PRODUZIONE

L’industria manifatturiera bresciana, dopo il calo fatto registrare nel I trimestre, chiude a giugno con una variazione positiva.

La produzione industriale segna un aumento congiunturale dello 0,2%, incremento che, seppur lieve, arresta il processo di caduta che ha caratterizzato gli ultimi sei trimestri.

Il dato tendenziale conferma quello congiunturale in misura più decisa traducendosi in un aumento dello 0,9%.

Il risultato tendenziale bresciano è stato migliore di quello medio regionale: 0,1%.

A livello lombardo fanno meglio di Brescia solo le province di Bergamo, Lecco, Mantova, Monza, Lodi.

Molto positivo è il risultato delle grandi imprese con una variazione annua del 6%, seguite a distanza dalle medie (+1%).

Le difficoltà restano per le piccole che registrano un segno negativo pari a 1,7%.

La disaggregazione settoriale rivela che a trainare il risultato positivo di questo trimestre sono i mezzi di trasporto (con una variazione tendenziale pari 19,2%), la siderurgia (+2,1%) e la meccanica (+1,7%). Negativa, invece, la dinamica dei minerali non metalliferi (-13%), del legno mobilio (-15,7%) e del tessile (-10,7%).

In aumento anche il tasso di utilizzo degli impianti che recupera due punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Rimane negativa la congiuntura dell’artigianato manifatturiero che registra un calo della produzione su base annua del 2,0%, in linea con il dato medio regionale pari a -1,9%.

Più contenuta, invece, la variazione sul trimestre precedente che è pari al -0,8%.

La contrazione della produzione artigiana ha interessato in particolare i comparti del legno-mobilio (-5,5%), la meccanica (- 3,3%) e i minerali non metalliferi (-2,2%).

FATTURATO

Il fatturato totale, in perfetta sincronia con la produzione, registra una variazione positiva sul trimestre precedente pari a 0,5%, ancora una volta trainato dallacomponente estera (+2,2%) e rallentato da quella interna (-0,8%). Dal confronto con lo stesso trimestre dello scorso anno emerge un risultato più marcato con un incremento dell’ 1,7%, determinato, ancora, dalla crescita del fatturato estero (+7,9%). In aumento la quota del fatturato estero sul totale che recupera circa cinque punti percentuali rispetto al I trimestre attestandosi al 42,4%. Nel comparto artigiano il fatturato risulta in calo rispetto allo stesso trimestre Economia bresciana in tempo reale Dati II trim. 2013 Nati-mortalità delle imprese: 0,3% nel trimestre; -0,5% tendenziale Imprese: registrate 121.862 – attive 110.237 Protesti (valore): var. 2 trim. 12/2° trim. 13: cambiali -42,1%, assegni -39,7% dell’anno precedente dello 0,1%.

ORDINATIVI

 In controtendenza gli ordini che mostrano una contrazione annua dello 0,1%, ancora una volta per effetto della dinamica negativa degli ordini interni (-5,0%) non bilanciata dall’aumento degli ordini esteri (+6,5%). Rispetto al trimestre precedente gli ordini totali sono rimasti stazionari (0,0%) quale risultato dell’andamento opposto degli ordini interni (-1,4%) e di quelli esteri (1,7%).

OCCUPAZIONE

In calo l’occupazione con una variazione rispetto al trimestre precedente dello 0,1% e ancora più intensa in confronto allo stesso trimestre dell’anno scorso (-1,7%). Anche nel comparto dell’artigianato manifatturiero i livelli di occupazione diminuiscono (la variazione congiunturale degli addetti nel trimestre è stata pari a – 0,1%).

PROSPETTIVE

Le aspettative degli imprenditori bresciani per il prossimo trimestre sono orientate ad una diminuzione complessiva di produzione, occupazione, fatturato e domanda interna. Positive, invece, sono le attese relative alla domanda estera.

Anche fra gli imprenditori artigiani è diffuso un generale atteggiamento pessimistico per il prossimo trimestre per produzione, domanda interna e occupazione; per la domanda estera domina un orientamento alla crescita.

COMMERCIO E SERVIZI

In controtendenza il commercio che registra una nuova flessione, su base annua, del volume d’affari (-3,2%), anche se in misura più attenuata rispetto alla rilevazione precedente (che era -6,8%). Risultano particolarmente colpite dal calo le imprese di grandi dimensioni che dichiarano una diminuzione annua delle vendite del 10%, mentre le piccole imprese del commercio chiudono il secondo trimestre con un segno positivo del volume d’affari pari a 3,4%. L’articolazione settoriale mette in evidenza che, ancora una volta, il settore più colpito risulta quello non alimentare (-4,3%), mentre è più contenuta la contrazione del settore non specializzato (-2,1%) e di quello alimentare (- 2,0%). Dal lato degli ordini ai fornitori quasi il 48% delle imprese intervistate ha dichiarato un calo annuo ed il 32% una stabilità. Nel 75% dei casi i livelli delle scorte sono considerati adeguati.

In aumento, rispetto al trimestre precedente, il livello dei prezzi (0,4%). Per quanto riguarda le attese per il trimestre successivo, il clima rimane tendenzialmente pessimistico, in particolare per gli ordini ai fornitori e per il volume d’affari. Ancora in flessione i servizi che chiudono il secondo trimestre con un nuovo calo del volume d’affari su base annua pari a -3,2%.

Restano in difficoltà le micro, le piccole e le medie imprese che vedono ridurre il volume d’affari su base annua rispettivamente del 5,0%, dell’ 1,6% e del 3,2%.

Tutti i settori di attività economiche presentano cali del volume d’affari, particolarmente intensi per alberghi e ristoranti, costruzioni e commercio all’ingrosso. Negative le prospettive per il prossimo trimestre: gli imprenditori dei servizi si attendono diminuzioni del volume d’affari e dell’occupazione

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