Centrale del Latte, le quote della Camera di Commercio passano alla cooperativa Produttori Latte Indenne

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La Cooperativa Produttori Latte Indenne della provincia di Brescia si aggiudica l’asta per l’acquisto della quota di partecipazione della Camera di Commercio di Brescia nella Centrale del Latte di Brescia S.p.A.

E’ questo l’esito delle operazioni d’asta svoltesi in mattinata presso la sede dell”Ente camerale bresciano alla presenza del segretario generale, Massimo Ziletti, che ha presieduto i lavori della Commissione specificamente istituita nell’occasione.

232.200 è il numero delle azioni poste in vendita dall’Ente camerale bresciano che la Cooperativa Produttori del Latte Indenne, rappresentata nell’occasione dal Presidente, Francesco Martinoni, si è aggiudicata al prezzo di € 4,48 ad azione, per un valore complessivo di € 1.040.256.

Le altre offerte pervenute sono quelle della Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche (€ 3,84) e della Mittel S.p.A. (€ 3,52). La base d’asta era fissata, secondo quanto stabilito dal relativo avviso, in seguito ad una perizia svolta dalla Camera di Commercio, ad € 3,20.

 

La Camera di Commercio aveva in precedenza deciso di dismettere la propria quota di partecipazione azionaria nella Centrale del Latte S.p.A. in quanto la Giunta camerale, anche con riferimento alle disposizioni di cui alla L. 244/2007 in tema di dismissioni di quote di partecipazioni societarie da parte di Enti pubblici, ha ritenuto che la propria partecipazione nella società non fosse più strategica rispetto ai propri programmi e ai propri fini istituzionali.

L’Ente camerale bresciano era socio della Centrale del Latte S.p.A. dal 1995 ed aveva acquisito la propria quota di partecipazione attuale di 232.200 azioni, per complessivi € 360.706,82 (attualmente a bilancio per un valore di € 388.212,92), anche a seguito di una ricapitalizzazione avvenuta nel 2002.

Toccherà ora al Comune di Brescia, conformemente a quanto previsto dallo Statuto della Centrale del Latte di Brescia S.p.A., esprimersi in merito all’eventuale esercizio del diritto di prelazione che gli spetta sulle azioni dei soci che pongono in vendita la propria quota di partecipazione nella società.

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