Aler, Sala: riforma da fare entro dicembre

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“Arrivare al più presto, non oltre il 1° dicembre di quest’anno, ad un progetto condiviso tra le varie forze politiche che possa portare ad una riforma storica per il sistema delle Aler”. Lo ha annunciato oggi Alessandro Sala, consigliere regionale del gruppo “Maroni Presidente”, nel corso della riunione della Commissione Infrastrutture e Territorio di cui è presidente, alla quale ha partecipato l’assessore regionale alla Casa, Housing sociale e Pari Opportunità Paola Bulbarelli.

«Il nostro obiettivo – ha spiegato Sala – è quello di arrivare entro il 31 dicembre a mettere in atto la riforma delle Aler, la cui necessità si rende ancora più urgente a seguito della comunicazione del presidente della Regione Roberto Maroni avvenuta in Consiglio regionale, in cui è stata illustrata la situazione fortemente debitoria di Aler Milano. Dal progetto di legge approvato dalla Giunta, con cui viene proposta l’Alpe, l’Agenzia lombarda pubblica edilizia, alle proposte avanzate dai gruppi consiliari (una da Lega Nord e l’altra da Patto Civico e Pd), si dovrà arrivare a trovare una soluzione condivisa. Tale soluzione dovrà da un lato produrre una riorganizzazione che si caratterizzi per un’efficiente governance, che garantisca un contenimento della spesa e dell’altro che sia in grado di dare risposte dal punto di vista sociale, anche attraverso la ristrutturazione del patrimonio edilizio».

Nel corso della seduta sono stati richiesti anche dati più approfonditi sulla situazione finanziaria dell’Aler di Milano, che verranno forniti a settembre a tutti i consiglieri. «Le dichiarazioni della consigliera Nanni sono pretestuose – prosegue Sala – . La discussione relativamente al progetto di riforma è stata infatti avviata oggi in un clima di assoluta collaborazione tra maggioranza e opposizione. È inutile continuare a dire che le cose non vanno: alle parole i consiglieri del Movimento 5 Stelle dovrebbero iniziare a sostituire i fatti, presentando proposte concrete. Anche per quanto riguarda la tempistica la Nanni sbaglia: i tempi di approvazione della riforma, stabiliti dal Consiglio regionale, non sono funzionali al commissariamento, ma all’attuazione di una riorganizzazione vera, voluta per andare incontro al bisogno di casa di una fascia di popolazione sempre più ampia».

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