La solidarietà di Elena Morè a mamma Erica: anche lei perse i figli per mano del marito

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Casa Iacovone ha ancora i sigilli affissi alla porta e un vaso di rose bianche che ricorda la tragedia: «Ciao piccoli angeli» si legge sul nastro azzurro. Andrea e Davide non ci sono più: vite spezzate in giovane età. Sono passate due da quel 16 luglio, quando furono ritrovati carbonizzati nella casa del padre Pasquale, indagato per duplice omicidio aggravato. Non si dà pace la loro mamma, Erica. Una tragedia che ricorda quella di Elena Morè, una mamma che perse i suoi bambini per mano del marito il 21 maggio 2012, in via Cremona in città, quando il compagno gettò dal sesto piano Emanuela, 14 mesi, e Samuele, 4 anni, prima di suicidarsi. «Dite a questa donna che se ne avrà bisogno ci sarò. Per un abbraccio, una parola o un pianto. Insieme». Scrive Elena, affidando al giornalista del Corriere della Sera il messaggio scritto, con i suoi contatti.  Lo riceverà Cati, la mamma di Erica: «Spero davvero che quando sarà pronta, mia figlia decida di contattarla. Perché credo che possa essere utile confrontarsi con una persona che in un modo o nell’altro ha vissuto lo stesso dramma. Ma adesso no, è ancora troppo frastornata…», racconta la nonna, ormai senza più nipotini, al quotidiano. Intanto continuano le indagini e gli esami tossicologici per accertare la verità, esami che fino ad ora hanno dato esito negativo e che verranno ripetuti per la terza volta.

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