Massacrò padre e madre, prosciolto perché incapace di intendere e di volere

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Picchiò a sangue sua mamma Alba e suo papà Piero. Per finirli li soffocò con un sacchetto di plastica sul volto. Ieri il giudice del tribunale penale di Brescia, Cesare Bonamartini, l’ha prosciolto dall’accusa di duplice omicidio giudicandolo incapace di intendere e di volere. Marco Antonelli però non sarà libero di tornare alla vita di prima, dovrà vivere nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere per un periodo di almeno dieci anni. 

Dei fatti di quella notte tra il 29 e il 30 maggio 2012 Marco Antonelli ha sempre detto di non ricordare nulla, nemmeno come morirono i suoi genitori. A ricostruire tutto ci hanno pensato gli inquirenti: il giovane allora 27enne (leggi un suo profilo) poco prima del massacro venne fermato dai Carabinieri con dell’hashish acquistato da un immigrato egiziano. Tornato a casa si diresse nell’appartamento dei suoi genitori, a piano terra nella villetta dove lui viveva al primo piano, e dopo averli percossi – il giovane è un esperto di thai boxe – li soffocò con il sacchetto di cellophane. 

I suoi avvocati chiesero subito la perizia psichiatrica (leggi la notizia), e ieri il giudice ha sostanzialmente accolto il parere del medico: "l’imputato al momento del duplice assassinio era affetto da grave disturbo della personalità di tipo schizzoide con concomitante abuso cronico di più sostanze". In sostanza al momento del duplice assassinio Marco Antonelli era scollegato dalla realtà, incapace di comprendere le conseguenze dei suoi gesti.
(a.c.) 

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  1. NON GIUDICO QUESTO CASO SPECIFICO, MA ULTIMAMENTE IL DIBATTITO SU QUESTA COSA DELL’INCAPACITA’ MOLTO FORTE. SPERO SOLO CHE IN QUESTO CASO IL RAGAZZO FOSSE DAVVERO MALATO

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