Mafia, Girelli (Pd) esprime solidarietà all’attore Giulio Cavalli minacciato dai clan

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Il presidente della Commissione speciale antimafia del Consiglio regionale lombardo Gian Antonio Girelli (PD) esprime vicinanza e solidarietà a Giulio Cavalli, attore impegnato contro le cosche ed ex collega in Consiglio regionale, dopo che un collaboratore di giustizia ha rivelato di essere stato contattato per organizzare il suo assassinio. "Queste rivelazioni – dichiara Girelli in una nota – lasciano sbigottiti. La possibilità che Giulio Cavalli potesse essere infangato e ucciso per il suo impegno contro le organizzazioni mafiose deve far riflettere una volta di più sulla pericolosità di questi personaggi. La società lombarda si è accorta troppo tardi delle profonde infiltrazioni di cui è vittima, e se lo ha fatto è anche grazie all’opera di sensibilizzazione e di denuncia di persone come Cavalli. A nome dei colleghi della commissione esprimo a Cavalli vicinanza e solidarietà”.

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  1. il Girelli dimentica: Racconta Bonaventura: “Tra aprile e giugno del 2011 fui contattato da emissari della ‘ndrangheta”. Bonaventura in quel periodo, come anche oggi, si trova a Termoli. Incontra cinque persone. “Parlavano un italiano corretto, senza inflessione, dissero di essere vicini alle cosche De Stefano e Tegano”. Il gotha della ‘ndrangheta fa un discorso generale. “Mi chiesero di fare il finto pentito con un stipendio annuo da un milione di euro”. Quale doveva essere il ruolo di Bonaventura? “Screditare diverse persone, mi fecero i nomi di magistrati e politici”. Il collaboratore di giustizia rivela anche un piano per diffamare l’attuale presidente della Regione Lombardia Bobo Maroni. “Mi fecero anche i nomi di Alfano e Berlusconi”. IO NON CI METTEREI LA MANO SUL FUOCO

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