Costo Energia, Brescia paga di più subito dopo Milano

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Nel 2012 le imprese bresciane hanno complessivamente pagato l’energia elettrica ben 709,8 milioni di euro in più rispetto alla media europea. Lo dice un’analisi dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato Lombardia, evidenziando come la nostra provincia sia la seconda in regione a pagare di più subito dopo Milano: considerando anche le famiglie (che, a livello regionale, nel 2012 si sono trovate in media una bolletta di 37,7 euro in più rispetto all’area euro), in totale il gap lombardo rispetto all’Europa è stato di 3.704 milioni di euro. Numeri che non piacciono al presidente di Confartigianato Imprese Unione di Brescia, Eugenio Massetti che da sempre indica nell’eccessivo costo dell’energia elettrica uno dei principali problemi per le imprese: «A farne le spese sono soprattutto le imprese e il gap di extra costo di 709 milioni di euro per le imprese bresciane è intollerabile. Sono convinto che se le nostre aziende avessero gli stessi oneri delle imprese europee allora potrebbero giocarsela. Non c’è solo l’extra costo dell’energia certo, mi riferisco anche all’eccessivo costo del lavoro e a quello della burocrazia. Ma il gap del costo dell’energia è in particolare da addebitare non tanto al costo puro di produzione, ma a tutti gli altri oneri che vengono caricati sul prezzo finale e che vanno a gonfiare le bollette. È una situazione che deve cambiare e negli ultimi anni Confartigianato Brescia ci ha messo del proprio e ha costituito il Cenpi, un consorzio di acquisto di energia al quale i suoi soci i loro famigliari e dipendenti possono accedere gratuitamente con un risparmiano sulla bolletta che mediamente va dal 10 al 15%. Ma vogliamo fare di più, convinti come sempre del nostro motto che “più siamo più contiamo”».

 

La Lombardia è la regione italiana a pagare di più l’energia elettrica e a farne le spese sono soprattutto le imprese. Un’analisi dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia ha infatti rilevato che il gap complessivo nei costi dell’energia elettrica, somma dei divari dei costi di energia elettrica di imprese e famiglie rispetto all’Area euro, è di 3.704 milioni di euro. Il gap è sbilanciato sulle imprese: a fronte dell’81,7% dei consumi complessivi considerati, le imprese pagano il 95,5% di questo gap, per un importo pari a 3.537 milioni di euro. Le imprese lombarde, oltretutto, pagano il 23,1% dall’intero divario pagato dalle imprese italiane. A fronte di poco meno di un quinto dei consumi (18,7%) il restante 5%, pari a 166 milioni di euro, è pagato dalle famiglie.

L’analisi congiunta del livello dei prezzi e della dinamica dei consumi evidenzia che la maggior spesa per l’energia elettrica delle imprese lombarde rispetto a quella dei competitor europei  equivale all’1,19% del valore aggiunto dell’industria e dei servizi. Il divario medio per impresa non agricola è di 4.367 euro/anno in Lombardia, più elevato rispetto ai 4.026 euro/anno del Nord e ai 3.486 euro/anno del Mezzogiorno.

La provincia lombarda registra il differenziale più elevato del costo dell’energia elettrica pagato dalle imprese rispetto alla media europea è Milano, con un gap di 870,5 milioni di euro, pari al 24,6% del divario registrato in Lombardia. Seguono Brescia con un gap di 709,8 milioni di euro, pari al 20,1% del totale, Bergamo con un gap di 446,2 milioni di euro.

In queste tre province, che costituiscono il “triangolo energivoro italiano” si concentra oltre la metà (57,3%) del gap del costo dell’energia elettrica con l’Europa, pari a 2.027 milioni di euro.

Il gap del costo per le famiglie lombarde è di 166 milioni di euro

L’analisi congiunta del livello dei prezzi e della dinamica dei consumi evidenzia, per le famiglie lombarde, un costo della bolletta elettrica sensibilmente più elevato rispetto a quello pagato nel resto d’Europa: il maggiore costo dell’energia elettrica che grava sulle famiglie della Lombardia è pari a 166,4 milioni di euro, equivalente a 37,7 euro per famiglia. La Lombardia è la regione in Italia che assorbe i maggiori extra costi anche per i consumi privati: il gap di costo rappresenta infatti il 16,9% dell’extra costo complessivo, di quasi un miliardo di euro, rilevato a livello nazionale.

In Lombardia nel 2012 i consumi di energia elettrica delle imprese del settore manifatturiero, energia, costruzione e terziario ammontano a 52.394 GWh, con un decremento dell’1,2% rispetto al 2011. Tra le regioni italiane la Lombardia è quella che mostra la flessione dei consumi più contenuta, evidenziando la maggior tenuta delle imprese lombarde in un anno di pesante recessione con un PIL in calo dell’1,9%.

A livello settoriale, i consumi crescono solo nel terziario, in salita del 5,8%. Per tutti gli altri settori, invece, consumi in calo. Il comparto delle produzioni non di base (Alimentare, Tessile, Abbigliamento e Calzature, Meccanica, Mezzi di Trasporto, Plastica e Gomma, Legno e Mobilio e Altre Manifatturiere) registra un calo del 5,3% e quello delle produzioni di base (Siderurgica, Metalli non ferrosi, Chimica, Materiali da Costruzione e Cartaria) del 3,4%. A conferma della persistente crisi nel settore, il calo più consistente dei consumi – pari al -9,4% si registra nelle Costruzioni.

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