Lago d’Idro, la Regione chiede intervento del governo per la salvaguardia dell’agricoltura bresciana

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Gli assessori regionali Gianni Fava (Agricoltura), Viviana Beccalossi (Territorio) e Claudia Terzi (Ambiente) chiedono agli omologhi ministri del Governo  centrale dell’Agricoltura e dell’Ambiente di intervenire sulla Provincia di Trento, perchè sblocchi la vicenda del Lago d’Idro (Brescia), evitando effetti negativi su tutta l’agricoltura lombarda.

La vicenda nasce dal fatto che la Provincia di Trento, che gestisce i bacini d’acqua dell’Alto Chiese, non ne rilascia una sufficiente quantità compromettendo i livelli del Lago d’Idro. Tutto questo provoca un mancato rilascio, da parte dello stesso Lago, del quantitativo d’acqua sufficiente per le campagne bresciane e mantovane. Il mancato rilascio rischia di provocare, a sua volta, la perdita totale delle produzioni agricole su 25.000 ettari alimentate dal Chiese. Questa forte riduzione potrebbe   presentare rischi anche per l’igiene e la salute pubblica di tutte le aree incluse nel bacino del Basso e Medio Chiese, compresa la zona orientale di Brescia, cui verrebbero meno le risorse necessarie per una costante presenza d’acqua nei canali di dilavamento.

"In questa situazione, che si ripete periodicamente – dice Viviana Beccalossi – serve senso di responsabilità da parte di tutti gli attori istituzionali in gioco. Sono certa, che, basandosi su questo principio, prevarrà una soluzione in grado di non far prevaricare gli interessi di una sola parte, dato che stiamo parlando di un bene prezioso per l’ambiente, l’economia turistica e agricola e che quindi va gestito con la massima sensibilità".

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