Evade dai domiciliari per andare a pranzo da amici, travolto e ucciso sulla sua bici

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La voglia di pranzare con gli amici, suoi connazionali, è stata più forte del divieto imposto dal giudice di lasciare la sua abitazione. Momodo Tunis, immigrato 36enne dalla Sierra Leone, era agli arresti domiciliari in una abitazione in via Cremona. Ieri ha pranzato dagli amici poi intorno alle 18, ha inforcato la sua bicicletta e si è messo in strada. Stava percorrendo via San Zeno, era ormai in prossimità della rotonda della Centrale del Latte, quando ha iniziato ad attraversare la strada sulle strisce pedonali. Non si sa se era a bordo della bici, o la stava spingendo, quello che è certo è che un furgone di muratori guidato da un immigrato slavo l’ha centrato in pieno facendogli fare un volo pazzesco, di circa 30 metri.

Soccorso prontamente dal 118 giunto dalla vicina Poliambulanza, Momodo Tunis è deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale, dove è stato medicato anche l’autista del furgone, che era pure sotto shock per l’accaduto, così come gli amici dell’immigrato della Sierra Leone giunti sul luogo dell’incidente, usciti di casa perché Momodo non rispondeva al cellulare.

In via San Zeno è stata chiusa al traffico la corsia dell’incidente, le forze dell’ordine hanno effettuato tutti i rilievi per cercare di capire l’esatta dinamica dello scontro.
(a.c.) 

AGGIORNAMENO DEL 15 AGOSTO

A differenza di quanto è stato diffuso al momento della tragedia, è emerso nella giornata di ieri che la vittima dell’incidente di via San Zeno, il 36enne Momodo Tunis, non era evaso dai domiciliari per andare a pranzo da amici, bensì stava tornando verso casa dopo il turno lavorativo. L’immigrato, arrestato per spaccio dai carabinieri di Bagnolo Mella, usufruiva di un permesso lavorativo che gli consentiva di stare fuori casa dalle 6:30 di mattina sino alle 18:30.

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