Parchi in zona “gialla”: inquinamento oltre i limiti di legge

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La nuova classificazione che divide in aree verdi (accessibili) gialle (parzialmente accessibili) e rosse (inaccessibili) i quindici parchi inquinati dal pcb e dalle diossine scaricate negli anni nei terreni limitrofi alla Caffaro lascia qualche perplessità. Come evidenziato dal Corsera di Brescia, sembra che in alcune delle aree verdi “gialle” (vale a dire quelle ad inquinamento medio di Pcb e diossine e dove i bambini possono scorrazzare liberamente) la presenza dei due inquinanti sia di gran lunga superiore, anche otto volte, al limite di legge imposto per le aree verdi e residenziali da una legge del 2006.

La cosa non è sfuggita allo storico ambientalista bresciano Marino Ruzzenenti ne all’ex assessore all’Ambiente della giunta Corsini, Ettore Brunelli, entrambi fortemente dubbiosi rispetto alle nuove regole imposte dalla Loggia. Ma come è poossibile che alcune aree “gialle” risultino in realtà “rosse” (vale a dire chiuse e inaccessibili)?

Sembra che per regolare l’accesso o meno delle aree Asl, Arpa e Loggia abbiano preso a riferimento i limiti di legge in vigore per le aree industriali e commerciali, ovvero 5 mila microgrmmi per chilo di terra di Pcb e 100 nanogrammi per diossine e furani, quando invece per le aree verdi e residenziali i limiti scendono a 60 microgrammi per il Pcb e 10 nanogrammi per le diossine.

Sul Corsera prova a rispondere Lucia Leonardi, responsabile del settore Prevenzione dell’Asl: “I limiti per il verde pubblico definiti dall’Istituto superiore di Sanità si riferivano alla nuda terra, non ai parchi con erba, che funge da cuscinetto protettivo. Noi abbiamo formulato una nuova analisi di rischio alla luce dei nuovi studi sui Pcb e le diossine: la contaminazione avviene quasi esclusivamente per via alimentare non per un esposizione epidermica”. Insomma nessun pericolo per l’eventuale contaminazione da parte dei bambini che frequentano il parco? A meno che non tocchino la terra portandosi poi le mani alla bocca, la situazione dovrebbe essere sotto controllo.

A avvolare le proprie scelte ci pensa il sindaco Del Bono che, sempre sul Corsera ricorda: “rispetto a prima ci sono regole più severe e più corrette. La vera svolta è stato prevedere una vigilanza costante per garantire il rispetto delle regole”.

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  1. Ci rinuncio, non ci capisco più nulla! Siamo il solito paese dei balocchi. In Germania avrebbero già bonificato, qui stiamo ancora decidendo di che colore sono i parchi gialli rossi o verdi!

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