Loggia, l’ex sindaco Paroli all’attacco: Del Bono è solo un asfaltatore

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L’ex sindaco di Brescia Adriano Paroli torna a parlare della sua città a distanza, dal profondo sud dell’Italia. In Sicilia, dal golfo di Furnari, il candidato del centrodestra sconfitto al ballottaggio dall’"ex-amico" Emilio Del Bono parla a ruota libera sollecitato dal giornalista di Bresciaoggi, Marco Bencivenga, durante una pausa dei lavori dell’annuale corso di Areopago. La lunga intervista è pubblicata sul numero in edicola stamane.

Una sorta di bilancio quello di Paroli, che parte dalla risposta circa le accuse di avere avuto in testa una città impossibile da realizzare: «Opere faraoniche, come sostiene qualcuno? Non penso che un Campus universitario o un parcheggio possano essere definiti e considerati tali in una città come Brescia. E neppure opere troppo costose, perché realizzare il Campus richiederebbe alle casse comunali «solo» 9 milioni di euro, a fronte di un finanziamento statale di 13 e mezzo, e i parcheggi, è provato, sono le uniche opere pubbliche che si pagano da sole. Quanto alla Sede Unica, non è indispensabile, è vero, ma sarebbe da folli non realizzare un´opera da 50-60 milioni di euro, firmata da un progettista di fama mondiale e destinata a entrare nel patrimonio del Comune, in cambio di 7,5 milioni di oneri di urbanizzazione e dell´alienazione di immobili inutili come le Casere, valutate 5 milioni di euro da chi le acquista, anche se sul mercato ne valgono soltanto uno… Per non contare il vantaggio per i cittadini di avere tutti gli uffici concentrati in un unico luogo evitando le dispersioni attuali, le migliori condizioni di lavoro dei dipendenti comunali e la possibilità di risparmiare almeno un milione e mezzo di euro all´anno fra riscaldamento e utenze grazie a impianti tecnicamente più moderni, il tutto liberando in piazza Repubblica e in via Marconi due immobili di pregio utilizzabili in altro modo o alienabili ricavandone complessivamente 25-30 milioni di euro. Se si fa la somma di tutti questi vantaggi si capisce che non si tratta di un progetto faraonico e costoso: semmai, di un´opportunità irripetibile. Io la chiamo lungimiranza, anche se oggi sembra che essere lungimiranti significa fare le manutenzioni o… asfaltare via Mazzini, ovvero la strada che collega il centro con via Musei, l´asse portante di Brescia intesa come città d´arte! Se questa è la logica, spero che la nuova Giunta non abbia troppi soldi da spendere, perché non vorrei che asfaltasse anche corso Zanardelli».

La metropolitana? Paroli ha avuto l’onore di inaugurarla, ma a gestirla saranno altri: «E’ chiaro a tutti che l´attuale tratta Nord-Sud non è sufficiente per giustificare l´investimento sostenuto e i costi di gestione di un´infrastruttura destinata a fallire, se resta così com´è. Il Metrobus ha un futuro solo se si pensa al suo prolungamento fuori dai confini attuali, a partire proprio dalla tratta Lamarmora-Fiera, per la quale è già stata depositata una richiesta di finanziamento al ministero, con una stazione in prossimità della Sede Unica e un parcheggio scambiatore a Brixia Expo, vicino al casello di Brescia Ovest, destinato a diventare per Brescia ciò che Cascina Gobba rappresenta per la metropolitana di Milano».

Impossibile non tornare sulle elezioni perse, anche se pochi mesi prima del voto pareva dai sondaggi che la sua coalizione potesse spuntarla: «Sulla sconfitta elettorale, penso che siano stati decisivi due fattori: da una parte il contesto nazionale, l´onda che ha fatto vincere il centrosinistra in tutte le città; sul piano personale, è giusto fare autocritica, ma questo non significa rinunciare alle proprie idee, perché nessuno mi ha ancora convinto che le mie fossero inutili e dannose per la città. Errori? Certo, in cinque anni ne ho e ne abbiamo commessi, ma abbiamo fatto anche grandi cose, magari cose che non si vedono a occhio nudo, ma di grande sostanza: cito in particolare il decreto salva-Brescia, un provvedimento strappato con un duro lavoro romano che ha letteralmente salvato la città dal fallimento, garantendole per sempre la possibilità di spendere 60 milioni di euro all´anno che rischiavamo di perdere per un´incuria di bilancio. Lo stesso è successo con la metropolitana, scongiurando il rischio di dover affrontare un arbitrato da 500 milioni di euro con Astaldi sulle cosidette ´riserve´ a fine lavori. Un altro merito è stato salvare i gioielli di famiglia, dalla Centrale del latte agli immobili che la nuova Giunta ha già messo sul mercato e che ora rischiamo di svendere».

La lunga intervista su Bresciaoggi affronta anche il legame con l’attuale sindaco, ormai "ex amico", col quale i rapporti si sono deteriorati proprio durante la campagna elettorale: «La campagna elettorale non è un momento per educande, i toni possono essere aspri e forti, le critiche sono ammesse, ci mancherebbe, ma Del Bono e il Pd hanno travalicato i confini arrivando all´ingiuria solo per puro calcolo elettorale. Se mi dipingi come un mascalzone e un delinquente è normale che poi non ti voglia stringere la mano. Io ho combattuto e rimproverato molte volte Paolo Corsini, ma l´ho sempre rispettato e ho ritenuto giusto averlo al mio fianco sul palco, quando abbiamo inaugurato la metropolitana. Almeno il rispetto lo esigo. Credo che qualcuno mi dovrebbe chiedere scusa».
(a.c.)

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  1. Bravo Paroli: peccato che queste cose le dica con sei mesi di ritardo. Una gran mano a farla rimpiangere la sta dando Del Bono con la sua totale inerzia.

  2. I buchi di bilancio si chiamano catastrofe economica incorporazione di ASM e catastrofe economica Metropolitana. In sintesi Amministrazione corsini.

  3. Su tutto, mi incuriosisce il famoso arbitrato del 2011 con Astaldi e il rischio di cui parla Paroli: cosa sia successo essattamente non è affatto chiaro. Se non che Astaldi, aggiundicandosi l’appalto del 2003, avrebbe dovuto sostenere per sette anni i costi di gestione del Metrobos che invece ci siamo sobbarcati da subito con la nascita di Brescia Metro. Uno sconto di 140 milioni per non perderne (forse) 500 in caso di arbitrato ?

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