La celebrazione di Massimo Minini in Triennale a Milano

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Quarant’anni di arte contemporanea. Uno dei massimi esperti italiani capace di condizionare il mercato nazionale degli artisti, viene celebrato con una mostra importante in Triennale a Milano.

La mostra è costituita da opere passate dalla Galleria Minini, un vero e proprio spaccato di storia dell’arte contemporanea raccontata da un punto di vista speciale, talvolta ironico e  dissacrante dall’attore protagonista. Una storia con molti flash back, in cui Massimo Minini cerca di legare,
giustificare e raccontare i vari momenti e passaggi con quella modalità tipica che ha trovato una peculiare forma letteraria nei "Pizzini", diventati un libro di successo con brevi favole, flash, racconti sugli artisti incontrati in questi anni.

Massimo Minini e la sua galleria sono parte integrante della recente storia dell’arte contemporanea, grazie a mostre di molti fra i più importanti artisti degli ultimi decenni, italiani e internazionali.

L’inizio dell’attività è caratterizzato dai movimenti dell’Arte Concettuale, dell’Arte Povera e Minimal; tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta viene inserito il lavoro di alcuni giovani artisti italiani e stranieri, tra cui Ettore Spalletti, Jan Fabre, Didier Vermeiren, Bertrand Lavier, Anish Kapoor, Alberto Garutti, Icaro, senza trascurare la ricerca figurativa con artisti come Salvo, Luigi Ontani, Ger Van Elk, Ryan Mendoza, Jiri Dokoupil.

Dalla metà degli anni Novanta viene dato spazio a un gruppo di giovani artisti italiani tra cui Eva Marisaldi, Stefano Arienti, Maurizio Cattelan, Vanessa Beecroft, Sabrina Mezzaqui, Francesco Simeti e Paolo Chiasera, accostati agli artisti storici Boetti, Accardi, Fabro, Paolini, LeWitt, Barry, Graham, Buren.

Negli ultimi anni la galleria ha dedicato grandi mostre ad artisti affermati come Luigi Ghirri, Yona Friedman, Roger Ballen, Nedko Solakov, Haim Steinbach, Peter Halley, Ghada Amer, a giovani artisti come Dara Friedman, Manfred Pernice, Sean Snyder, Mathieu Mercier, Jan De Cock, Tino Sehgal, David Maljkovic, Paul P, Monica Bonvicini, Haris Epaminonda.

L’allestimento di questa mostra rispecchia il punto di vista particolare del gallerista. Opere storiche sono presentate accanto a installazioni site specific; una sezione è dedicata alla collezione di fotografia italiana, una serie di ritratti degli artisti italiani realizzati da grandi
fotografi come Mulas, Giacomelli, Catalano, Gorgoni, Mussat Sartor, Cresci.
Arricchisce la mostra il materiale dello sterminato archivio della galleria, che svela il lato più inedito e intimo degli artisti incontrati in questi quarant’anni. I documenti d’archivio saranno esposti in una speciale sezione.

Accompagna la mostra il libro "Massimo Minini Quarantanni. 1973-2013", edito da a+mbookstore, un volume di 453 pagine in cui sono raccolti disegni, lettere, cartoline, telegrammi, fotografie, inviti delle tante mostre e avventure inventate dal 1973 ad oggi.

Quarantanni d’artecontemporanea. Massimo Minini 1973-2013
19 novembre 2013 – 2 febbraio 2014
Inaugurazione: 18 novembre 2013
Conferenza stampa: 18 novembre 2013 ore 11:30
Biglietti:
8/6,5/5,5 euro

Triennale di Milano
Viale Alemagna 6
20121 Milano
T. +3902 724341
www.triennale.org

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  1. Nemo profeta in patria. Dopo aver sostenuto convintamente Del Bono e averne ricevuto, come ricompensa, l’incarico dell’assessorato alla cultura ad un tecnico di laboratorio, ora Minini viene celebrato a Milano. A brescia, nulla. Peccato, merita di più

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