Morti bianche, Brescia ancora al primo posto in Lombardia, e al terzo in Italia

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Un triste primato regionale e una altrettanto triste posizione nella classifica nazionale. Per una volta non si parla di sport, bensì delle morti bianche. Si è celebrata ieri, anche a Brescia, la 63esima giornata nazionale dell’Anmil, Associazione Nazionale lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro. L’evento più importante è stato organizzato nel Salone Vanvitelliano in Loggia, dove però i parlamentari bresciani hanno dato forfait. Già, il presidente della sezione bresciana Angelo Piovanelli ha dichiarato che all’incontro erano stati invitati tutti i parlamentari bresciani, nessuno escluso, i quali però hanno disertato. Assieme a Piovanelli c’erano il solo Emilio del Bono oltre al vicedirettore dell’Inail, Andrea Bozzo, a Francesco Speziani dell’Asl e ad Oriella Savoldi della Cgil.

Alcuni numeri. Nel 2012 le morti bianche tra città e provincia sono state 24; nell’anno in corso fino ad ora la conta è ferma a 13. Oltre ai decessi sono migliaia gli infortuni, dei quali ben il 47,9% si verifica in agricoltura, e il 16,7 nei cantieri edili. I numeri da soli però non bastano a spiegare che il trend è solo apparentemente in diminuzione: negli ultimi anni infatti le ore di lavoro complessive sono diminuite drasticamente, e le condizoni di lavoro sono senza dubbio peggiorate a causa dei ricatti a cui sono costretti gli operai pur di non perdere il posto, senza parlare della crescita degli infortuni non denunciati. L’Anmil ha invitati i parlamentari per chiedere che le norme, che ci sono, vengano fatte rispettate attraverso nuovi strumenti di prevenzione e nuovi obblighi per la formazione sui posti di lavoro. Nessuno ha risposto all’appello, ma per questo non bisogna desistere, per non "cancellare", questo lo slogan utilizzato nella giornata, altre vite umane.
(a.c.) 

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