Manerbio, preoccupazione per l’impianto al plasma che disintegra i rifiuti

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Sarebbe il primo impianto del genere in Italia, e già questo di per sé crea non pochi dubbi da parte degli scettici (perché se si tratta di un impianto sicuro non ne sono mai stati fatti?). I favorevoli però controbattono spiegando che di impianti del genere ce ne sono in tutta Europa, in Svezia, Olanda, Finalndia, e anche nella vicina Slovenia. Tutti vorrebbero saperne di più, anche gli amministratori di Manerbio che proprio oggi inconteranno i tecnici della fondazione Vitae Nazareni che ha proposto l’impianto.

Per dirla in parole povere si tratterebbe di costruire un impianto di trattamento di rifiuti speciali che funziona come un fulmine in ambiente protetto, privo di ossigeno. La torcia al plasma, questo il nome dell’apparecchiatura, grazie a temperature elevate, sopra i 3.000 °C, fa sì che si crei una serie di reazioni di disgregazione molecolare dei vari elementi componenti del rifiuto, fino ad arrivare ad una totale separazione tra composti volatili che vengono gasificati, consentendo di ottenere un prodotto di combustione inerte e vetrificato, potenziale risorsa per processi industriali ed edilizi. Se la fondazione che propone il progetto è sicura dei risultati, non sono poche le preoccupazioni degli amministratori dei comuni confinanti con Manerbio, convocati ieri in municipio per l’illustrazione del progetto. Ma i timori sono anche quelli di Legambiente, per la quale l’impianto al plasma è totalmente antieconomico e pericoloso per ambiente e salute, senza contare il fatto che si tratterebbe di impianto che porterebbe pochi posti di lavoro in più.
(a.c.)

 

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