La tredicenne “rapita” dalla coppia svizzera racconta la sua versione dei fatti

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La tredicenne che la scorsa settimana era stata portata a Lugano da un 26enne ticinese, ora in carcere per sequestro di persona, è stata sentita, con l’aiuto di uno psicologo, dal procuratore aggiunto Sandro Raimondi.

I carabinieri bresciani stanno continuando a sentire testimoni vicini alla tredicenne per ricostruire quanto è accaduto mentre gli agenti della polizia postale compieranno accertamenti sul computer della ragazza. Dalla ricostruzione fatta dalla ragazzina, il giovane 26enne l’avrebbe aspettata all’entrata della scuola dove l’ha convinta, senza violenza, a salire in auto con lui. Da lì è partito alla volta del Canton Ticino, dove ha prenotato un ostello. Mentre il personale dell’ostello stava preparando la camera, il ragazzo si è allontanato dando l’opportunità alla tredicenne di chiamare a casa e riferire ai genitori dove si trovava.

Questi hanno immediatamente chiamato i carabinieri che a loro volta hanno avvertito la polizia cantonale. Una volta raggiunto l’ostello il giovane ticinese, che nel frattempo era in compagnia di una donna, si è difeso sostenendo che non si trattava di un rapimento ma di una fuga d’amore. Ora, sia il pubblico ministero svizzero che la Procura di Brescia ipotizzano nei confronti della coppia il sequestro di persona. Ora dovranno capire se si sia trattato di un episodio isolato o se la coppia si sia già resa protagonista di altri episodi.

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