Nel 2014 la realizzazione di un bivacco alpino in alta quota

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Un progetto realizzato dalla collaborazione tra Distretto Culturale di Valle Camonica, Comunità Montana di Valle Camonica, Parco Regionale dell’Adamello, Associazione CAI di Brescia, Associazione CAI di Valle Camonica, Albertani Corporates Spa, Unione dei Comuni della Valsaviore, Comune di Saviore dell’Adamello, Provincia di Brescia.

“Abitare Minimo nelle Alpi” è nato come un Concorso internazionale di idee – bandito dal Distretto Culturale di Valle Camonica per la progettazione di un bivacco d’alta quota – ed è stato frutto dell’incontro tra la rassegna di arte pubblica aperto_2012 art on the border diretta da Giorgio Azzoni, ed il lavoro di ricerca condotto da Paolo Mestriner e Massimiliano Spadoni al Politecnico di Milano, culminato in una mostra allestita nel maggio 2012 al Museo Maga di Gallarate. Le rispettive ricerche riconoscevano alle buone pratiche del fare un valore fondato sull’equilibrata correlazione tra metodi artigiani e tecnologie contemporanee, trovando terreno comune nell’abitare minimo. Cogliendo un’esigenza presente all’interno del Parco dell’Adamello, come nell’intero arco alpino, il Concorso di idee per la progettazione di una micro-architettura d’alta quota ha potuto contribuire al processo di riqualificazione dei bivacchi esistenti, attivando progettualità improntate alla minima invasività e all’utilizzo di soluzioni tecniche in chiave di stretta utilità. Il tema dell’alloggiare temporaneo ha consentito l’approfondimento del vivere situazioni estreme inducendo un ripensamento del rapporto tra uomo e territorio sulla base di concetti come responsabilità, sostenibilità e sobrietà.

Il tema affrontato è stato un bivacco per 6/8 persone, autosufficiente, da collocare in ambiti differenti d’alta quota, essenziale e privo di comfort superflui, rivolto principalmente ad escursionisti, esploratori o semplici appassionati del camminare e dell’osservare: una cellula ecologica e sostenibile in grado di proporre un modello alternativo alla modalità consumistica, intercettando oltre ad una necessità locale, un bisogno crescente tra le giovani generazioni. Si è ritenuto indispensabile un avvicinamento graduale al tema dell’abitare la montagna dove le necessità di manufatti minimi coincide con un’attenzione sempre maggiore all’identità dei luoghi. Per questo il bando ha proposto di individuare un manufatto essenziale e realisticamente realizzabile che fosse prioritariamente indirizzato alla soluzione di poche e chiare necessità, in grado di offrire un riparo in sicurezza; una struttura di appoggio o di soccorso, sempre aperta e non custodita, di libero accesso e consegnata all’educazione e alla solidarietà degli escursionisti.

Tra i numerosi candidati che hanno partecipato al concorso, la giuria internazionale, presieduta dall’architetto Finlandese Sami Rintala, ha premiato come vincitore il progetto "Cellula abitativa minima, autonoma, reversibile" di Alessandro Felici, Rocco Cammarota, Alessio Santamaria e Dario Rossi dello studio LAMA+ di Roma.

Oggi, grazie alla collaborazione e al coordinamento delle sinergie coinvolte, il bivacco progettato dallo studio LAMA+ sta diventando realtà: un modello esemplare di cellula abitativa autosufficiente, ecologica e interprete dell’essenzialità dell’abitare in montagna.
Il bivacco è attualmente in costruzione presso le officine della ditta Albertani Corporates di Edolo e, nel corso dell’inverno verrà esposto in visione al pubblico, mentre all’inizio dell’estate 2014 sarà posizionato al Passo Salarno (m. 3167) nel Comune di Saviore dell’Adamello, in sostituzione del vecchio bivacco "Arrigo Giannantonj" di proprietà del CAI di Brescia.
La realizzazione del bivacco intende testimoniare concretamente una modalità sostenibile di fruizione dell’ambiente montano da parte di escursionisti, esploratori, o semplici appassionati, riducendo ogni comfort superfluo, nel rispetto del contesto naturale ed ecologico.
Questa realizzazione testimonia di una produttiva collaborazione tra Enti pubblici, Associazioni e ditte private, una stretta collaborazione tra sezioni del CAI di Brescia, Valle Camonica, Bergamo e di CAI Lombardia, e rappresenta una modalità d’intervento innovativa all’interno del Parco dell’Adamello, aperto alla sperimentazione compatibile con l’ambiente.

Il progetto rientra tra le iniziative promosse dal territorio della Valle Camonica in occasione dei 150 anni di fondazione del CAI nazionale, così come“La Giornata della Montagna” (27 ottobre, Parco delle Terme di Boario) che all’interno della manifestazione Del Bene e del Bello riunirà associazioni, studiosi e appassionati per suscitare una riflessione condivisa su tematiche inerenti l’ambiente montano e i vari modi di viverlo.

http://www.vallecamonicacultura.it/aperto2012/index_abitareminimoalpi.php

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