Ex caserma Randaccio, progetto in stallo per mancanza di risorse

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Da anni se ne parla come una cosa da fare assolutamente, ma da anni l’avvio dei lavori slitta sempre più avanti. Il recupero della ex caserma Randaccio torna a far discutere grazie alle dichiarazioni dell’assessore alla Mobilità Federico Manzoni che non solo mette in discussione la destinazione d’uso della caserma una volta che il Comune di Brescia ne entrerà in possesso, ma addirittura mette le mani avanti chiarendo che non è per nulla scontato che la Loggia acquisti l’immobile.

Per il trasferimento dal demanio al comune dei 20mila metri quadrati coperti della ex Randaccio c’è in essere un protocollo d’intesa tra Loggia e Stato che è stato prorogato da Del Bono a luglio (leggi la notizia). Una pura formalità secondo l’assessore Manzoni, che sulle colonne di Bresciaoggi in edicola stamane chiarisce: «E’ interesse del Comune entrare in possesso della ex caserma di via Lupi di Toscana, per farne cosa è un altro tema. Nel protocollo d’intesa tra Demanio, ministero degli Interni e Comune non c’è scritto che sarà destinata a campus universitario». Prosegue Manzoni: «E’ stato un progetto assolutamente non partecipato. Da un giorno all´altro si è scoperto che Brescia aveva bisogno di 197 alloggi per studenti, ma la nostra Università attira studenti per lo più dalle vicinanze e già possiede una quantità di alloggi abbastanza congrua. Per la ex Randaccio bisogna rivedere tutto, capire in primo luogo se arrivano i fondi Miur, e in caso contrario pensare ad altro».

In merito alla graduatoria del Miur, secondo le ultime dichiarazioni del rettore Pecorelli il progetto bresciano avrebbe scalato diverse posizioni nella speciale classifica delle priorità del Ministero. Paradossalmente potrebbe arrivare presto il via libera da Roma (assieme ai 13 milioni promessi) e mancare l’appoggio del Comune (e i suoi 9 milioni di compartecipazione).
(a.c.)

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