Maxi sequestro di una centrale di biomasse: trovate scorie altamente inquinanti

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Con un blitz, i carabinieri del N.o.e. di Brescia, sotto il comando del capitano Alessandro Placidi, dalle prime ore dell’alba di ieri fino a tarda serata hanno messo sotto sequestro una “centrale a biomasse” nel cremonese, appartenente ad una società milanese,  ed i terreni di una azienda agricola cremonese.

L’indagine era iniziata la scorsa settimana quando i carabinieri del Noe, su segnalazione di alcuni cittadini che si lamentavano per esalazioni sospette, avevano scoperto una discarica abusiva a cielo aperto. L’area era piena di rifiuti speciali pericolosi – che si presentavano di colore nerastro e dall’odore nauseabondo – e veniva gestita da una società agricola che si era prestata allo stoccaggio abusivo, nei propri terreni, di  scorie prodotte da una centrale a biomasse. In seguito gli agenti, diretti dall’Autorità giudiziaria di Cremona, hanno eseguito aggiornamenti tecnici e campionamenti utili a rilevare l’esatta composizione chimica e le caratteristiche del materiale sospetto. Sconcertante l’esito delle analisi eseguite dall’Arpa di Brescia: è stata infatti rilevata la positività al parametro del “cod” (chemical oxygen demand), un indice che misura il grado di inquinamento dell’acqua da parte di sostanze ossidabili, principalmente organiche, 26 volte superiore ai limiti previsti dalla legge. A seguito dell’allarmante risultato è scattato immediatamente il blitz che ha portato alla segnalazione alla Procura della Repubblica di Cremona dei 2 soggetti ritenuti responsabili, al sequestro probatorio della “centrale a biomasse”, nonché del terreno contaminato.

Sul posto anche il sindaco del comune di Gadesco Pieve Delmona che, vista la gravità della situazione, emetterà nelle prossime ore un ordinanza sindacale a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

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  1. demagogia e basta questi leghisti ! poca obiettività, ce la raccontano e se la raccontano magari sono convinti che il Po si è spostato a nord

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