Teatro Grande, dopo 42 anni torna l’Otello

0

Nei giorni 25 e 27 ottobre torna sul palcoscenico del Teatro Grande dopo 42 anni di assenza Otello di Giuseppe Verdi.

La messa in scena dell’opera rende omaggio ai 200 anni dalla nascita di Giuseppe Verdi e chiude il filone progettuale dedicato ai titoli verdiani legati al nome del grande William Shakespeare (nel 2007 è stato fatto il Macbeth e nel 2008 Falstaff). Il nuovo allestimento vede nel ruolo primario di Otello il tenore Walter Fraccaro che si esibisce regolarmente nei più prestigiosi teatri italiani ed internazionali in un vasto repertorio che include anche i grandi ruoli verdiani. Accanto a lui nel ruolo di Jago Alberto Gazale, definito il baritono verdiano per eccellenza, il soprano Daria Masiero che è Desdemona, Giulio Pelligra (Cassio), e Raffaella Lupinacci (Emilia). Nei ruoli secondari sono impegnati anche Saverio Pugliese (Roderigo), Alessandro Spina (Lodovico) e Antonio Barbagallo (Montano). La regia dell’opera porta la firma di Stefano De Luca, assistente alla regia di Giorgio Strehler in numerosi suoi spettacoli e che da alcuni anni si dedica anche alla regia d’opera. Scene e costumi sono di Leila Fteita, mentre la direzione d’orchestra è affidata al talento di Giampaolo Bisanti che, oltre ad aver diretto le orchestre di tutte le Fondazioni liriche italiane, è risultato vincitore di numerosi concorsi internazionali tra cui spicca il prestigioso Concorso Internazionale "Dimitri Mitropoulos" di Atene. Il pubblico lo ricorderà per il suo successo nella Tosca che ha inaugurato la scorsa Stagione del Teatro Grande.

I biglietti per entrambe le recite sono acquistabili alla Biglietteria del Teatro Grande (orari: mar-ven 13.30-19.00, sab 15.30-19.00) e on line sui siti teatrogrande.it e vivaticket.it.

MUSICA RARA di Giampaolo Bisanti
Penultima opera di Verdi, Otello – la cui composizione terminò negli ultimi giorni del 1886 – vide le scene al Teatro alla Scala in una trionfale prima il 5 febbraio 1887. Verdi rivestì la ben nota vicenda d’amore e gelosia shakesperiana con una musica di impatto altrettanto forte ed impetuoso. Densa di suggestioni wagneriane, la musica di Verdi rompe definitivamente con le forme ‘chiuse’, convenzione del melodramma ottocentesco, preferendo un discorso musicale ampio, un amalgama di melodie e temi che assecondano la vicenda e la psicologia dei protagonisti. L’orchestrazione è densa, nutrita di un sinfonismo opulento ma è meravigliosamente interpolata da momenti di tale intimità e di tale ‘isolamento’ strumentale da lasciare stupefatti. A tal proposito basti ascoltare il grande divario che separa la tumultuosa scena iniziale dal grande momento romantico del duetto notturno; oppure lo straordinario tessuto sonoro, suonato dai soli contrabbassi, che introduce l’ultimo atto e che descrive perfettamente l’ansia, la solitudine e la malinconia piena di presentimenti della povera Desdemona.
Le scritture vocali sono ardue per durata e per tessitura. Il ruolo del tenore ha in sé le grandi arcate sonore del repertorio wagneriano unite alla dolcezza ed allo stile più schiettamente belcantista e tipicamente italiano. Jago mantiene un baricentro vocale che richiede un’estensione ampia ed una sicurezza nel canto spianato come in quello declamato. Desdemona, forse il personaggio più ‘tradizionale’ da un punto di vista vocale, esige un controllo dei fiati ed una intensità e partecipazione emotiva costanti, che non devono mai lasciare il posto ad un lirismo fine a sé stesso.
Il capolavoro verdiano rappresenta uno degli apici di tutta la storia del melodramma italiano.
Un vertice compositivo che esige rispetto, attenzione alle forme ed ai contenuti senza mai perdere di vista la volontà del compositore che voleva fosse un grande dramma in musica; un dramma dei personaggi ma anche della vita; quella di ognuno di noi; quella che lascia il particolare di una vicenda con i suoi specifici personaggi per diventare una storia di tutti gli esseri umani e per tutti gli uomini. Il tutto sostenuto da una musica di fattura rara, potente ed entusiasmante.

Comments

comments

1 COMMENT

  1. Il Maestro Bisanti incontrerà nell’occasione la…Desdemona di 42 anni fa a Brescia, cioè Antonietta Cannarile, che allora si esibì al fianco di Mario Del Monaco, forse il più famoso Otello della storia, e, nei panni di Jago, di Aldo Protti altrettanto ecellente baritono di quegli anni.

LEAVE A REPLY