Stamina, Rolfi (Lega): tutelare medici e famiglie che hanno avuto l’ok dai tribunali

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Approvata dal Consiglio regionale della Lombardia, mozione su Stamina Foundation Nel merito è intervenuto il vice capogruppo della Lega Nord e primo firmatario, Fabio Rolfi.

“Questa mozione – spiega Fabio Rolfi – nasce dall’esigenza di fornire risposte alle tante famiglie che hanno riposto le loro speranze nella sperimentazione Stamina, le stesse famiglie di cui abbiamo ricevuto una delegazione la scorsa settimana e che ha portato all’attenzione del Consiglio regionale le problematiche di questo delicatissimo tema. La vicenda è complessa: a seguito della bocciatura da parte del Comitato scientifico del Ministero della Salute, molte famiglie hanno presentato (e vinto) il ricorso al Giudice del Lavoro per proseguire la terapia presso gli Spedali Civili di Brescia. A prescindere da valutazioni di carattere scientifico, che certamente vanno oltre il nostro ruolo, quello che appare evidente però è che il Comitato ha fermato sul nascere il progetto, troncando di netto la possibilità di una vera e approfondita sperimentazione, unica modalità accettabile capace di dare risposte oggettive sul metodo. A questo punto le problematiche da affrontare sono due: da una parte la struttura dell’Ospedale Civile di Brescia è sottoposta a uno stress continuo, sia dal punto di vista giudiziario, sia per quanto concerne le esigenze di carattere lavorativo; per l’azienda ospedaliera infatti la gestione dei “pazienti Stamina” rappresenta un onere non indifferente e genera sovraccarichi nei settori coinvolti. Dall’altro lato però c’è il dovere di salvaguardare la speranza e la sacrosanta aspettativa delle famiglie a proseguire (o iniziare) la terapia, come stabilito da molti Tribunali. Per queste ragioni, nel documento approvato oggi dal Consiglio regionale, si chiede di individuare una soluzione legislativa che tuteli gli operatori del settore e che oggi si trovano costretti a dover eseguire un’ordinanza della Magistratura. Inoltre chiediamo di consentire la prosecuzione della terapia per le circa 140 persone che han visto accogliere le proprie istanze dal Giudice del lavoro, individuando a questo fine modalità e sedi adeguate a ridurre al massimo i tempi di attesa, anche in funzione dello stato di salute dei pazienti. Infine vorremmo che sia fatta, una volta per tutte, chiarezza in merito alla decisione del Comitato scientifico del Ministero: chiediamo infatti che venga resa pubblica la valutazione, corredata da criteri e documenti, che – conclude Fabio Rolfi – ha portato alla bocciatura della terapia, al fine di fare definitiva chiarezza sul tema".

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