Soli delle Alpi, Galletti (Cgil): usato denaro pubblico per una campagna ideologica privata

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La Corte dei Conti ha stabilito che siano il sindaco Lancini e i suoi assessori a pagare la rimozione dei Soli delle Alpi nella scuola di Adro. Commenta il fatto Damiano Galletti, segretario Camera del Lavoro di Brescia.

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

La vicenda dei Soli delle Alpi nella scuola di Adro si è conclusa come doveva: il sindaco Lancini e i suoi assessori dovranno pagare personalmente 10.569 euro «per il risarcimento del danno indiretto arrecato al Comune di Adro». A stabilirlo è stata la Corte dei Conti e forse il sindaco Lancini potrebbe iniziare da questa sentenza il suo intervento di questa sera sera (venerdì 25 ottobre), quando a Verolavecchia dovrà intervenire a un dibattito sul tema «Cittadini tartassati, amministratori disarmati…dove andremo a finire?».

Ad esempio potrebbe citare il passaggio della sentenza sui Soli delle Alpi nel quale si sottolinea, a proposito di Lancini e della sua giunta, che «l’illegittimità della condotta e la grave negligenza nel valutarne gli effetti non si è fermata alla mancata riconsiderazione delle proprie scelte – doverosa alla luce della reazione della comunità e degli inviti delle istituzioni – ma è andata oltre. Con un atteggiamento molto più vicino alla sfida che non alla difesa delle proprie ragioni, ragioni che, si ripete, dovevano essere valutate alla stregua non dei convincimenti personali ma della rispondenza al mandato di rappresentanza conferito dagli elettori». Oppure, quando la Corte dei Conti ravvisa «una grave negligenza nell’osservanza degli obblighi di servizio derivanti dall’esercizio delle rispettive funzioni e nella valutazione degli effetti delle proprie azioni».

Tradotto in altre parole, la corte conferma che il sindaco e la giunta da lui guidata hanno speso in modo ostinato denaro pubblico per una campagna ideologica privata. Lancini non ha dato retta a nessuno, ha proseguito fino in fondo promuovendo ricorsi regolarmente persi. Ora la Corte dei Conti dice che questo non si può fare e fa pagare personalmente a Lancini e alla sua giunta 10.569 euro. Tutto sommato gli è andata pure bene, visto il danno materiale e d’immagine arrecato alla comunità di Adro. Certo, più che disarmato, Lancini è apparso disarmante come amministratore.

 

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