“Decreto del Fare”: 800 mila euro per bonificare 10 scuole bresciane dall’amianto

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Lo spiraglio è minimo, ma investe gli edifici scolastici e in materia di amianto non c’è da scherzare. Il D.L. 103/2013 prevede una misura che consentirà la possibilità di avere un mutuo a lungo termine con tassi agevolati, per i trasferimenti agli enti locali al fine di interventi per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli edifici.

In Lombardia, il “Decreto del Fare” destina 15.829.000 di euro proprio per l’edilizia scolastica e per la rimozione dell’amianto. Fra i 444 progetti presentati dalle varie provincie lombarde a Brescia sono state riconosciute prioritarie 10 strutture scolastiche per un totale di 800 mila euro: Leno Scuola media Dossi, a Lumezzane la scuola primaria M. Seneci, a Malonno la scuola primaria A. Moro, a Gardone Riviera la scuola superiore C. De Medici, a Gottolengo l’Istituto comprensivo, a Quinzano la scuola primaria A. Manzoni, a Calcinato la scuola primaria Pedrini e Carloni, a Isorella la scuola dell’infanzia A. Zanaboni, a Manerbio la scuola media A. Zammarchi ed infine a Darfo B/T la scuola primaria Erbanno.

Considerati gli edifici coinvolti e la pericolosità dell’amianto la CGIL e la FLC-CGIL di Brescia ritengono "che il percorso di attuazione della rimozione debba essere “tracciabile” all’interno di una azione di coordinamento, di sorveglianza e controllo, a garanzia della salute e sicurezza della popolazione scolastica e dei lavoratori coinvolti nella realizzazione degli interventi – si legge in un comunicato -. In questa prospettiva sarà importante la definizione della data di avvio dei lavori e il coinvolgimento degli enti preposti in materia di prevenzione in tutte le fasi del processo fino alla destinazione dei materiali rimossi e di risulta, della cui ubicazione deve essere data informazione preventiva. In questa prospettiva è importante che la Prefettura, quale istituzione garante della salute e sicurezza per la popolazione, attivi un tavolo cui coinvolgere gli enti preposti e gli enti locali interessati, avvalendosi del contributo dell’ANCI e della forze sociali".

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