Allarme cromo: acqua in bottiglia nelle mense scolastiche di Brescia fino a nuove analisi

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In attesa che, dopo le analisi (risultate negative) effettuate da Asl sulla presunta presenza di livelli elevati di cromo nell’acqua di Brescia, arrivino anche i risultati svolti dall’Università di medicina di brescia per conto della Loggia, l’Amministrazione comunale ha deciso di introdurre l’uso di bottiglie da 1,5 litri di acqua oligominerale in plastica durante i pasti dei ragagazzi, fugando così le preoccupazioni dei genitori.

Una misura utlizzata dal Comune per rispondere alle esigenze di chiarezza e alle preoccupazioni dei genitori circa la composizione chimica dell’acqua di brescia che, secondo le ultime analisi dell’Asl presenterebbe concentrazioni di cromo esavalente decisamente inferiori ai limiti imposti dalla legge.

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  1. Una misura utlizzata dal Comune per rispondere alle esigenze di chiarezza e alle preoccupazioni dei genitori circa la composizione chimica dell’acqua di brescia che, secondo le ultime analisi dell’Asl presenterebbe concentrazioni di cromo esavalente decisamente inferiori ai limiti imposti dalla legge. QUINDI, VISTO CHE L’ACQUA E’ PERFETTAMENTE A NORMA, SI ASSECONDANO LE ESIGENZE DI CHI, PER PARTITO PRESO, LA CONSIDERA INQUINATA. BRAVI, PROPRIO BRAVI, COSA NON SI FA PER QUALCHE VOTO IN PIU’.

  2. Nell’acqua che scende dai rubinetti di Brescia ci sono anche 10-20 microgrammi di cromo esavalente per litro (una sostanza cancerogena)e ciò è possibile solo perchè non esiste un limite di legge che riguarda il cromo esavalente per l’acqua che si beve ma solo per l’acqua delle falde, dove guarda caso il limite di legge pone il valore massimo a 5 microgrammi per litro. La situazione è quindi grave, la bottiglia di plastica non è la soluzione perchè bisogna bonificare e riqualificare anche l’acqua (oltre all’aria e al suolo)ma per affrontare l’emergenza sarebbe meglio introdurre boccioni di vetro o acqua di buona qualità in bottiglie di vetro nelle scuole, per tutelare i bambini che sono tra i soggetti più deboli.

  3. Il limite di legge di 5 microgrammi/litro per la falda è un limite dettato dalla prudenza: essendo la falda la fabbrica dell’acqua, è giusto che si richieda alla fonte un limite più basso, per garantire che, al rubinetto, il limite rimanga entro i 50 previsti dalla norma. Non è dimostrato che il Cromo, per ingestione, sia cancerogeno nella concentrazione presente nella nostra acqua. Non si possono anticipare conclusioni allarmistiche senza basi scientifiche. L’atteggiamento di prudenza va coltivato in tutti i sensi, sia quando si leggono i dati dei laboratori (incontrovertibili), sia quando si leggono rapporti pseudoscientifici atti a cercare di dimostrare una tesi precofenzionata.

  4. che allarmisti! meglio il cromo della plastica in giro. Vorrei che tutte le bottiglie di plastica venissero smaltite da chi ha insistito su questa vicenda. Complimenti!

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