Stamina, il Tribunale di Brescia dice “no” alle cure per la piccola Valeria

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Non potrà essere curata a Brescia con di metodo delle cellule staminali adulte Stamina, Valeria Debertoli, la bambina affetta da tetraparesi spastica. La richiesta da parte dei genitori della piccola di poter accedere alle cure di Vannoni è stata definitivamente respinta dal giudice del lavoro del Tribunale di Brescia.  I genitori speravano in una risposta positiva dato che il permesso a ricevere le cellule staminali trattate con il metodo Stamina  sono già state concesse ad altri bambini affetti dalla stessa patologia di Valeria (Aurora Pedris, Nicola Saputo e Chantal Tallarita, quest’ultima è riuscita ad ottenere una sentenza favorevole trasferendosi a Monza). Tuttavia non è stato così e la motivazione va ricercata nella mancanza di pubblicazioni scientifiche destinate a supportare il metodo Stamina.

I genitori però, attraverso le pagine del quotidiano locale Bresciaoggi, annunciano di non arrendersi e sperano di ricevere una sentenza positiva il 20 novembre, data fissata per l’udienza del Tar (Tribunale amministrativo regionale) di Brescia. Inoltre, si sono anche detti disposti a trasferirsi all’estero, qualora il tribunale rigettasse nuovamente la loro richiesta.

Come avrebbe indicato lo stesso Vannoni, Miami potrebbe essere la meta della speranza per la piccola Valeria. A Miami infatti lavora Camillo Ricordi, uno scienziato di fama mondiale che si è già detto disposto a sperimentare il metodo Stamina per capirne fino in fondo la valenza.

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