Grande distribuzione, Rolfi (Lega): “Mai più centri commerciali al posto di aree agricole”

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Approvate dalla Commissione Attività Produttive le nuove disposizioni regionali in materia di “grande distribuzione”. Nel merito è intervenuto il vice capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, Fabio Rolfi.

 

“Salutiamo con soddisfazione – commenta Fabio Rolfi – le disposizioni in materia di grande distribuzione approvate nella seduta odierna della Commissione Attività Produttive del Consiglio regionale. I nuovi criteri in merito alle autorizzazioni per le prossime strutture saranno più restrittivi rispetto a quanto avvenuto fino a oggi, così come auspicato dalla Lega Nord. La prima grossa novità riguarda la volontà da parte della Regione di tutelare le aree agricole della Lombardia, non sarà più possibile infatti la costruzione di nuovi centri commerciali su questo tipo di terreni: un freno importante alla cementificazione e una maggiore attenzione verso il nostro patrimonio ambientale. Inoltre gli oneri che deriveranno verranno utilizzati per svariati scopi, dal potenziamento dei distretti del commercio alla risoluzione dei problemi viabilistici ma soprattutto per sostenere i negozi di vicinato, per troppi anni costretti a difendersi da soli contro le enormi corazzate della grande distribuzione. Infine, altra novità non trascurabile, anche i Comuni circostanti potranno beneficiare degli oneri stanziati, condividendo così sia le esternalità positive che quelle negative.

In definitiva si tratta di regole che puntano a riequilibrare una situazione, fino a oggi, fortemente penalizzante nei confronti del piccolo commercio. Come Lega Nord infatti – conclude il vice capogruppo del Carroccio – vogliamo ancora volta la nostra ferma intenzione di tutelare con ogni mezzo i negozi di vicinato perché siamo consapevoli di quanto sia importante il loro ruolo, sia dal punto di vista economico che per quanto riguarda il servizio offerto alle comunità locali.”

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  1. Ci si deve correttamente limitare ad una presa d’atto: la Lega è da vent’anni anche al potere e soprattutto in Lombardia, regione nella quale l’apertura capillare di ed insensata di centri commerciali è stata del tutto consentita, autorizzata e mai contrastata. Chiudere la stalla quando i buoi se ne sono andati, parlando oggi di negozi di vicinato, è propaganda politica. Si è liberi di farlo, ma la resa dei conti da parte dei cittadini è già partita. Allegrìa.

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