Festa della Lombardia, il Pd non partecipa al voto. Girelli (Pd): i lombardi hanno altre priorità

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Il Pd non ha partecipato al voto, come già in commissione, sul progetto di legge di istituzione della festa della Lombardia, che sarà d’ora in poi il 29 maggio, data della battaglia di Legnano. Hanno votato per la sua istituzione, oggi in Consiglio regionale, le sei componenti della maggioranza e il M5S.

Le ragioni le spiega il consigliere regionale Gian Antonio Girelli: “La Lega impone alla Lombardia una simbologia di parte, aggrappata com’è a riferimenti identitari del passato perché non è capace di trasmettere un’idea di futuro che prenda atto dei profondi cambiamenti della società”.

Altre Regioni, spiega l’esponente del Pd, hanno scelto per la festa date che sono davvero in grado di aggregare tutti i cittadini: il 30 novembre per la Toscana, giorno in cui nel 1786 il Granduca abolì la pena di morte; il 15 maggio per l’Umbria, ricorrenza della Festa dei Ceri di Gubbio come espressione culturale dell’identità regionale, e il 25 marzo per il Veneto, data della fondazione di Venezia.

“La festa – aggiunge Girelli – è uno degli adempimenti statutari ma non è certo il più importante, e cito ad esempio il garante dello statuto. La Regione si occupi prima di cose concrete: del taglio dei ticket, del tema del lavoro a partire dal sostegno ai contratti di solidarietà, che inizialmente doveva essere discusso proprio oggi. Temi come la festa della Regione non sono certo prioritari per i lombardi”. 

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