Giudici di pace in sciopero: a Brescia ne sono rimasti solo sette

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Hanno iniziato lo sciopero ieri e lo protrarranno fino al 6 dicembre. Si tratta dei giudici di pace che si autodefiniscono «i nuovi schiavi» e che protestano per la «condizione di precariato senza previdenza, nè tutela della maternità e della salute». Nati per alleggerire il carico dei tribunali ordinari, oggi non riescono a star dietro alla mole di lavoro, anche perché sono stati ridotti di numero. A Brescia, scrive il Corsera, la situazione segue il trend nazionale e molti uffici sono a rischio chiusura. «Siamo rimasti in sette giudici – racconta la responsabile Adriana Coatti, alla giuda dell’ufficio di via Vittorio Emanuele – ma in pianta organica dovremmo essere ventidue». Mancanze che ovviamente accumulano il lavoro dei "superstiti", e che quindi causano ritardi al pubblico. «Dai noi attendono risposte – prosegue Adriana Coatti al quotidiano- ma i tempi si allungano talmente che non riusciamo a soddisfare tutte le richieste, con il risultato che la gente perde fiducia nella giustizia». Ma non è solo la mancanza di personale il problema: anche la struttura adibita alle cause è inidonea: locata nel seminterrato è talmente piccola che i faldoni vengono appoggiati negli armadi, nei corridoi, negli uffici. Ma anche per un eventuale trasloco mancano i soldi. 

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