Aler, Sala (Gruppo Maroni): la riforma porterà alla riduzione dei costi e alla fine del “poltronificio”

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«Oggi, con l’approvazione della riforma delle Aler, il Consiglio regionale lombardo scrive una pagina importante nell’ambito delle politiche della casa, tema trasversale che non ha colore politico. La riforma, infatti, senza mettere in discussione la funzione sociale delle aziende che si occupano della gestione dell’edilizia residenziale pubblica e tutelando i lavoratori e i livelli occupazionali, ridurrà notevolmente i costi gestionali e metterà fine del “poltronificio”». Lo ha dichiarato oggi in Aula il consigliere regionale Alessandro Sala, presidente della Commissione Territorio e Infrastrutture e relatore del provvedimento. «L’impianto generale della proposta, frutto di un lavoro congiunto tra le varie forze politiche, prevede  una gestione più efficiente e razionale volta ad ottimizzare le risorse, senza trascurare la continuità nella gestione amministrativa. Solo con la riforma delle governance, infatti  – ha spiegato Sala -, si risparmieranno 5 milioni di euro all’anno, che consentiranno di accrescere gli investimenti per la realizzazione di nuove case e per la manutenzione degli alloggi esistenti. Nello specifico la riforma prevede l’azzeramento di tutti i consigli di amministrazione la costituzione di cinque macro aree, rette da un presidente e da un direttore generale che saranno affiancati da un consiglio territoriale a costo zero, composto dai sindaci delle aree. I sindaci saranno coinvolti per dare voce ai territori di riferimento, senza percepire gettoni di presenza. Un revisore unico dei conti avrà il compito di verificare l’economicità e l’efficienza della gestione economica e finanziaria. Viene inoltre introdotto il principio di meritocrazia: presidenti e direttori, infatti,  dovranno rispettare degli obiettivi precisi e potranno essere rimossi se questi non verranno rispettati».

«Come presidente della Commissione Territorio e Infrastrutture –  ha concluso Sala –  sono molto soddisfatto del lavoro svolto per arrivare a questa soluzione condivisa, che affronta in modo nuovo il problema casa. La riforma della governance è un primo passo verso la riforma del sistema regionale dell’edilizia residenziale pubblica, necessaria per dare risposte adeguate ad un bisogno primario come quello della casa».

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  1. Interessante la meritocrazia fondata sugli obiettivi. Chi ha frequentato Mc Kinsey, Accenture, JP Morgan, sa bene che essendo gli obiettivi definibili tali solo se precisi e misurabili, è sufficiente che chi ne descrive la misurabilità lo faccia tecnicamente in funzione di persone e non dell’efficienza ed efficacia delle azioni o della gestione: un vecchio trucco. Territorio, governance e via dicendo: panzane spacciate per soluzioni manageriali: basta vedere la miriade di ruoli gerarchico funzionali per capire che l’importnate è non cambiare niente. Allegrìa, continuate a votarli, mi raccomando.

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